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Educazione civica, al via l'iter per renderla obbligatoria nelle scuole

Il sindaco di Miane, Angela Colmellere, tra i sostenitori più convinti della proposta: «La lotta al bullismo deve partire dagli asili. Dovranno esserci lezioni per genitori e figli»

«A Conegliano cinque bulli hanno picchiato una compagna rea di averne denunciato le “imprese” da loro diffuse via smartphone. A Morgano e Treviso due genitori hanno aggredito i professori per i brutti voti ai figli. Sono gli ultimissimi casi, verificatisi nella mia provincia, di mancanza di rispetto per il mondo scolastico, da parte degli studenti e delle loro famiglie. Lavoriamo perché tutto questo non accada più, e partiremo proprio dall’educazione per una svolta culturale da troppo abbandonata».

L’onorevole della Lega Angela Colmellere, che è anche sindaco di Miane e insegnante, annuncia di aver dato avvio come relatrice, giovedì 24 gennaio in Commissione Istruzione alla Camera, al provvedimento con primo firmatario l’onorevole Massimiliano Capitanio per reintrodurre l’educazione civica obbligatoria, curricolare e valutata, nelle classi dalla materna alle superiori. «L’obiettivo è che diventi legge al più presto – spiega – per inserirlo già nel prossimo anno scolastico. Lo spirito del provvedimento non è di calare una nuova materia dall'alto di una cattedra, ma di condividere con insegnanti e genitori regole del buon vivere comune, che rappresentano valori e impegni ben precisi: rispetto della Costituzione, cittadinanza digitale, ambiente, salute, legalità, contrasto a bullismo e cyberbullismo, volontariato. Ad esempio, andrà regolamentata la presenza dei cellulari in classe, quando non abbiano alcuna utilità didattica e comunque in linea coi principi dell’autonomia di ogni singolo Istituto. Sarà un percorso condiviso, senza bandiere, nel quale saranno considerati i contributi già pervenuti di Anci, Lions e le altre proposte che condividono lo stesso spirito educativo. Contrastare bullismo e maleducazione con una svolta culturale nelle scuole, è una missione di risultato non immediato – conclude Colmellere – ma siamo fortemente convinti che partendo dai primi anni di vita, l’impronta educativa resti per sempre».

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