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Giovedì, 29 Febbraio 2024
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Electrolux, stabilimento di Susegana al gelo: il caso finisce in Regione

Dall'8 al 10 gennaio la temperatura media in fabbrica non ha mai superato i 14 gradi. Dopo lo sciopero di lunedì 11 gennaio, interrogazione in Consiglio regionale per fare chiarezza

Costretti a lavorare tutto il giorno con il riscaldamento a 14 gradi in pieno inverno. Dopo lo sciopero indetto nello stabilimento Electrolux di Susegana dalle Rsu di Fiom, Fim e Uilm, il caso è finito in Regione a Venezia, con un’interrogazione presentata in queste ore dal consigliere del Pd Andrea Zanoni e dalla collega Anna Maria Bigon, vicepresidente della commissione Sanità.

La vicenda risale alla scorsa settimana ed è culminata con la protesta di lunedì 11 gennaio. Lavoratori in sciopero per un'ora dopo che le loro richieste non sono state ascoltate dalla direzione dello stabilimento. Giovedì 7 gennaio gli operai avevano chiesto all'azienda di accendere le caldaie nel fine settimana per non tenere i lavoratori al freddo. Richiesta del tutto ignorata fino a lunedì 11 gennaio quando gli operai si sono trovati a lavorare per tutta la giornata a 14 gradi. «Da martedì la situazione è migliorata - spiega ai nostri microfoni Augustin Breda, delegato sindacale dello stabilimento - Non è la prima volta che la direzione cerca di risparmiare sul riscaldamento tenendo gli operai al freddo. Ogni inverno è una lotta che si rinnova. Accendere il riscaldamento in spazi come i capannoni di Susegana comporta una spesa di decine di migliaia di euro, questo è sicuro - prosegue Breda - ma non è nemmeno giusto che i lavoratori siano costretti a rimetterci in salute».

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«I dipendenti Electrolux lamentano una situazione insostenibile e potenzialmente pericolosa, visto che in inverno sono costretti a indossare giubbotti e sciarpe a causa delle temperature troppo basse all’interno dello stabilimento. La Regione ha intenzione di verificare quanto denunciato da dipendenti e sindacati? A quanto risulta si tratta di un problema sollevato più volte, con una temperatura interna di 14 gradi, anziché di 18, che costringe i lavoratori a tenere addosso indumenti incompatibili con le norme antinfortunistiche, come ad esempio sciarpe, che potrebbero restare incastrati nei macchinari con conseguenze potenzialmente molto gravi. Ma, anche escludendo scenari drammatici, resta il diritto a lavorare in un ambiente ‘sano’, senza ammalarsi ‘per forza’ perché esposti al freddo per otto ore al giorno - aggiungono i due consiglieri del Partito Democratico - Deve essere fatto tutto il possibile per evitare un’ulteriore pressione sulle strutture sanitarie già in difficoltà per l’emergenza legata al Covid-19, a cominciare dal rispetto delle regole. Per questo chiediamo all’assessore alla Sanità se e come intende intervenire, con quali controlli, affinché la situazione possa tornare alla normalità».

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