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Ermanno Dalla Torre

Ermanno Dalla Torre

Lutto nell'industria trevigiana: si è spento l'imprenditore Ermanno Dalla Torre

Lo storico fondatore e titolare della Industria Galvanica Dalla Torre & Figli, deceduto a 88 anni, lascia nel dolore i due figli, i cinque nipoti e le due pronipoti

Lutto nel mondo dell'industria e dell'imprenditoria trevigiana. Poco prima delle 18 di venerdì, infatti, l'imprenditore Ermanno Dalla Torre si è spento a 88 anni nella sua abitazione attorniato dai propri cari. Ermanno è stato un uomo che ha lasciato il segno in chiunque abbia avuto modo di conoscerlo, sempre pronto a tendere una mano a chi ne avesse avuto bisogno. Un uomo d’altri tempi, tutto d’un pezzo, gran lavoratore, impegnato ad operare fin da giovane in una attività industriale tra le più difficili come quella galvanica.

Dalla Torre è però riuscito ad emergere con le sue forze, portando in auge quella che è da sempre stata l’attività di famiglia, la Industria Galvanica Dalla Torre di Ermanno & Figli, nata nel 1928 in pieno centro storico a Treviso. Lui, rimasto orfano a diciotto anni, ed essendo il primogenito, ne prese le redini nel 1950. Fu poi il primo terzista ad investire su un impianto automatico di produzione, sottraendo le maestranze dalle pesanti operazioni manuali a bordo vasca. Sopra la piccola fabbrica, in via San Francesco di Sales a Treviso, si trova ancora oggi il modesto appartamento dove abitò con la sua famiglia fino al 1970. In quell’anno l’attività venne difatti spostata nella nuova fabbrica di Fontane di Villorba dove, con continui ampliamenti ed investimenti, negli anni ha raggiunto l’apice della produzione nel settore del plating.

Negli anni '80 entra poi in azienda la figlia Paola che lo affianca nella amministrazione. Nel 1999 Ermanno perde però l’amatissima moglie Orielle compagna di una vita. Si getta dunque ancor più nel lavoro profondendovi tutte le energie insieme ai due figli. Così, nel 2000, con coraggio dà il via libera al figlio Lorenzo con il progetto di abbandonare il pericoloso cromo esavalente, andando anche ad investire nell’Impianto Millennium, uno dei più grandi al mondo per la cromatura decorativa. L’azienda a quel punto inizia a riconvertire i cicli produttivi per poi passare alla produzione della cromatura ecologica naturale basata sul cromo trivalente, conquistando così le commesse della miglior firma italiana dell’epoca con la cromatura trivalente lucida nera. In sette anni è un crescendo di successi e di produzione. Nel 2007 l’azienda raggiunge così l’apice della produzione, oltre sette milioni di sedie trattate per più di 450 aziende clienti sparse tra Veneto e Friuli, oltre a grandi firme dell’arredo e qualche cliente estero.

Nel 2007 gli stabilimenti sono nel frattempo diventati due, con un totale di cinque impianti di produzione con dodici diversi trattamenti galvanici ed un impianto di produzione di verniciatura industriale nel quale i dipendenti, passati a più di 110 unità, hanno iniziato a lavorare 24 ore al giorno su tre turni. Il mercato principale per l’azienda è sempre stato quello dell’arredamento per interni e il principale distretto industriale servito quello della sedia di Manzano (UD). Poi, nel quarto trimestre del 2008, inizia la lunga crisi da globalizzazione nella quale falliscono a decine i clienti, mentre il distretto della sedia di Manzano scompare. Ermanno non ci sta, non vuole chiudere impianti e licenziare i suoi dipendenti, eppure la ristrutturazione è necessaria.

Ermanno è un uomo della crescita e continua fino alla fine la sua battaglia per cercare di non mollare, almeno fino al 20 marzo del 2018. In quella notte lo colpisce un ictus e perde l’uso della parola. Così ora, dopo tre anni, se n’è andato, in silenzio, ma tra le braccia dei suoi cari. «Ci lascia così un grande imprenditore della vecchia guardia del Nord Est – fa sapere la famiglia – Ora ci resta il ricordo e l’esempio di un grande uomo, padre, nonno e bisnonno. Ciao Ermanno, sarai sempre nei nostri cuori». Ermanno lascia così nel dolore i figli Lorenzo e Paola, la nuora Cristina, i nipoti Jacopo, Alberto, Nicola, Tommaso e Gaia, le pronipoti Maria Vittoria e Maria Elena e il cognato Donato. Il funerale sarà celebrato mercoledì 24 febbraio, alle 14.30, nella chiesa di San Pio X a Treviso.

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