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L'ex area Zanussi di Conegliano

L'ex area Zanussi di Conegliano

Conegliano: «Un fondo per la riqualificazione dell’ex Zanussi»

La proposta dell'imprenditore Diotisalvi Perin, fondatore e presidente della Perin Generators Group: «Sono disposto a investire nel progetto, purché si uniscano le forze»

«A breve si terrà l’ennesima asta per la vendita dell'ex area Zanussi di Conegliano. Molto probabilmente andrà deserta, non avendo contropartite di sorta. Il dibattito si rinnova ad ogni occasione e impone una riflessione che deve coinvolgere ex proprietari, imprenditori e l’intera comunità».

Inizia con queste parole l'intervento dell'imprenditore Diotisalvi Perin, fondatore e presidente della Perin Generators Group, che lancia una nuova proposta per il rilancio dell'area abbandonata: «Per molto tempo l’area è stata occupata dai fratelli Zoppas. La famiglia Zanussi è arrivata in soccorso al tempo della quasi completata realizzazione del gigantesco stabilimento di Susegana (fine Anni 60) sancendo di fatto l’alleanza di due importanti famiglie di imprenditori: Zoppas e Zanussi. Ricordo che già al tempo del sindaco Silvestrin, avevo detto che speravo Zoppas e Zanussi investissero gli utili per disinquinare il sito con l’abbattimento degli stabili fatiscenti, restituendo alla città quell’area con la bellezza ambientale che le era stata tolta. Ne avrebbe tratto beneficio non solo l’immagine della città, ma anche gli stessi industriali, dimostrando amore e interesse per Conegliano e la sua gente. Una proposta caduta nel vuoto, ma veniamo ai giorni nostri: qualcosa si deve fare. Mi appello a cittadini e imprenditori di Conegliano.

Creiamo un fondo - propone Perin - a cui tutti possano partecipare secondo le loro possibilità, facendo una donazione e innescando una gara solidale tra imprenditori e semplici cittadini per offrire il giusto contributo. Installiamo un panello luminoso in città che faccia scorrere i nomi ed eventuali importi di quanti vorranno contribuire in questa importante iniziativa. Il panello indicherà il preventivo di spesa totale e, a scalare, le offerte con i tempi previsti ad estirpare il debito per non parlare mai più di buco nero. Gli imprenditori e non, tra l’altro, potrebbero essere invogliati a partecipare tenendo conto che questo contributo potrebbe abbassare la Patrimoniale. Si dovrebbe trovare una persona di riferimento che conosca profondamente le dinamiche locali, come l’ex sindaco e presidente nazionale delle Città del Vino, Floriano Zambon. Se desse l’adesione, noi saremo disponibili a dare una scossa iniziando a donare una cifra e la città, la Regione e i popoli del mondo ecologico potrebbero avere un motivo concreto per contribuire. Si dovrebbe quindi siglare uno statuto presso un notaio a firma di un gruppo di persone che potrebbe comprendere, se accetteranno, in primis i 3 relatori che di recente hanno proposto idee per la riqualificazione dell’area in un convegno organizzato dal Rotary Club di Conegliano. Il primo obiettivo sarà riportare tutta l’area a zero inquinamento e via via, con i fondi raccolti, acquistarla e realizzare, come ha suggerito l’avvocato Barel, un grandioso giardino all’inglese, trasformandola in un polmone verde».

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