Giovedì, 17 Giugno 2021
Attualità

Naufragio del piroscafo “Principe Umberto”, un monumento per commemorarlo

L'inaugurazione il prossimo 6 giugno a Farra di Soligo. La “Tragedia censurata” ha visto il più alto numero di vittime di un disastro navale durante la I guerra mondiale: 1926 morti di cui 632 veneti, moltissimi trevigiani, 26 del Quartier del Piave

I promotori dell'iniziativa

Domenica 6 giugno 2021 alle ore 11, 30 presso il Parco della Chiesa di Santa Maria dei Broi a Farra di Soligo avverrà la cerimonia di inaugurazione del monumento dedicato alle vittime del naufragio del piroscafo “Principe Umberto”, in occasione del 105° anniversario di questo immane disastro bellico, costato un numero elevatissimo di vite in buona parte venete.

Alla cerimonia presenzieranno il sindaco Mattia Perencin, don Brunone De Toffol e Diotisalvi Perin, Presidente del Museo del Piave, promotori dell’iniziativa. L’evocativo monumento in pietra, scolpito dall’artista Pietro Stefan, rappresenta una nave che affonda, circondata alla base da grossi sassi recuperati dal greto del Piave, accompagnato da un’ancora asburgica proveniente dai fondali chioggiotti, recuperata dai pescatori e donata dal Comandante della Marina Oscar Nalesso. A corollario verrà apposta la targa con i nomi delle 26 vittime del Quartier del Piave, appartenenti ai comuni di Farra di Soligo, Moriago della Battaglia, Pieve di Soligo, Refrontolo, Sernaglia della Battaglia e Vidor.

Il monumento rievoca l’affondamento del piroscafo, sottolineando il legame con l’acqua che ha accumunato le vittime nell’Adriatico e quelle del fiume Piave in un triste connubio, ricordando come il sangue versato nelle acque fosse rosso per tutti, a prescindere dalla nazionalità. Il naufragio è avvenuto ad opera di un sommergibile austroungarico, che colpì il piroscafo con a bordo gli uomini del 55  Reggimento Fanteria, Brigata Marche, appena salpato alle 19.00 dell’8 giugno 1916 da Valona in Albania: I soldati, che dovevano sbarcare a Brindisi, erano a destinati a rafforzare il fronte sull’Isonzo, ma in pochi arrivarono a destinazione.

La drammatica tragedia venne passata sotto silenzio, per non turbare gli animi delle milizie al fronte, ma quest’atroce sorte rimase sepolta nelle pieghe del silenzio inspiegabilmente anche dopo la guerra, finendo per essere quasi dimenticata. Con questa iniziativa, si vuole restituire dignità alla memoria di queste vittime e in particolare di quelle provenienti dalla nostra provincia. È stata organizzata anche una Mostra nella Chiesa arcipretale di Farra con documenti e immagini della Grande Guerra, a cura del Museo del Piave “Vincenzo Colognese” di Caorera di Quero Vas, aperta da domenica 30 maggio 2021.

«Invitiamo tutti i Comuni del Trevigiano a commemorare le vittime di questa tragedia censurata, con tutto il suo carico di cristiani dimenticati, passata per troppo tempo sotto silenzio - dichiara Presidente del Museo del Piave Diotisalvi Perin - Siamo disposti a collaborare e a dare supporto a chi ci vorrà contattare per avere informazioni».

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