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Alberto Franceschini (Foto d'archivio)

Alberto Franceschini (Foto d'archivio)

Fase 2, grido d'allarme dalle associazioni a sostegno delle persone disabili

Alberto Franceschini, presidente di Volontarinsieme Csv Treviso, commenta con toni duri le decisioni prese dal Governo per la ripartenza. Più attenzione alle disabili e alle loro famiglie

Volontarinsieme – Csv Treviso scrive alla Regione Veneto, all’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, al Direttore dell’Ulss2 Francesco Benazzi e ai responsabili dell’area disabilità dei distretti nella provincia di Treviso, per richiamare l’attenzione sulla condizione delle persone con disabilità e delle loro famiglie e proporre alcune azioni da intraprendere nella cosiddetta “Fase 2”.

Le associazioni trevigiane, impegnate nell’ambito delle persone con disabilità, sono molto preoccupate per la situazione che coinvolge tutte le persone disabili che, ad oggi, a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19, non possono più frequentare i propri luoghi di lavoro (ceod, percorsi SIL), la scuola, le attività volte a mantenere e/o accrescere le proprie autonomie personali e sociali. Tra queste sono stati sospesi anche i progetti sperimentali di inclusione sociale e residenzialità tra cui quelli avviati con la legge 112 per il “Dopo di Noi” finalizzati, questi ultimi, al sostegno delle persone con gravità e prive del sostegno familiare o con genitori anziani. A richiedere e sollecitare l’impegno di Volontarinsieme le associazioni Anffas Treviso, Don Paolo Chiavacci, Polaris, Genitori della Nostra famiglia e Rete Interagendo (che riunisce realtà associative e della cooperazione sociale del Distretto Ulss2 di Treviso), che già stanno lavorando alla proposta di alcune azioni da riprendere o potenziare e per le quali chiedono l’avvio di una progettualità urgente, tra le quali:incontri di autonomia e socializzazione a distanza per le persone con buone capacità relazionali e sociali. Video – tutorial per supportare percorsi individuali nell’acquisizione di piccole autonomie in casa. Valorizzazione della figura dell’addetto all’assistenza da affiancare all’insegnante di sostegno, come possibilità per superare l’esclusione dai percorsi scolastici a distanza. Ripensamento delle attività di tutti i servizi per la disabilità compresi i percorsi sperimentali (legge 112, percorsi di sviluppo autonomie) per garantire la sicurezza di chi opera e di chi fruisce dei servizi. Percorsi di formazione per il personale e per i volontari coinvolti relativi alle norme di sicurezza e al sostegno psicologico delle persone e dei loro familiari; creazione di una proposta operativa dedicata e attuabile per il periodo estivo che è alle porte.

«Come Volontarinsieme – Csv Treviso vogliamo farci portavoce del grido delle associazioni di familiari di persone con disabilità che vedono giorno dopo giorno diminuire la capacità di gestire in modo produttivo ed efficace la vita quotidiana dei loro figli e familiari, siano essi in età evolutiva o in età adulta – afferma Alberto Franceschini presidente di Volontarinsieme Csv Treviso - La chiusura dei Centri diurni, il blocco dei progetti, l’impossibilità di stare insieme con i compagni e gli educatori sta infatti pesantemente destabilizzando le persone con disabilità, come hanno sottolineato le nostre associazioni impegnate in questi settori. Accanto alla graduale riapertura del mondo produttivo/lavorativo chiediamo, insieme alle nostre associazioni, che si inizino a lanciare segnali sulla possibilità di progettazione di attività e azioni anche per le persone con disabilità» rilancia Franceschini. Da sempre il Terzo Settore è antenna preziosa rispetto alle necessità delle persone e al contempo energia creativa per implementare risposte ai bisogni stessi. Il monitoraggio e il sostegno a distanza alle situazioni più critiche non è mancato in questi mesi e ha visto impegnate le figure operative e i volontari senza sosta. «E’ urgente iniziare a pensare a tempi e termini di una fase 2 anche per le persone con disabilità, ed è necessario che le istituzioni preposte definiscano un protocollo che fornisca margini oggettivi di operatività sia per gli operatori specializzati che per il mondo del volontariato impegnato nell'ambito su tutto il territorio provinciale» conclude Franceschini.

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