Buskers Festival di Ferrara, protagonista writers trevigiano

L'opera di Simone Carraro, artista originario di Sambughè, realizzato in uno spazio dedicato dal Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara

Simone Carraro

Anche il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara ha voluto essere parte attiva all’interno del Buskers Festival di Ferrara, mettendo a disposizione uno spazio per permettere l’espressione della creatività dei writers. Come in una sorta di legame tra l’arte antica che si sta restaurando a Palazzo Naselli Crispi e il futuro espresso dalla street art, il Consorzio ha così chiesto ai writers di esprimersi nella parte in legno che copre la parte inferiore del cantiere, sovrastata dal grande telone artistico. E’ così che i ragazzi si sono ispirati all’acqua, creando opere tutte da scoprire. Un’idea che dimostra ancora una volta l'attualità del Consorzio e che ha permesso di legare il linguaggio giovanile a quello tecnico e storico dell'ente, sempre più aperto alle nuove generazioni e sempre più protagonista in tutti i tipi di espressione artistica, dal quadro di De Chirico ‘Le muse inquietanti’ in cui compaiono le ciminiere dell’impianto idrovoro di Codigoro, al far parte del museo M9 fino ad arrivare agli aironi di Bassani dipinti sui muri dell'idrovora di Codigoro e ai murales di questi giorni.

«Abbiamo voluto metter loro a completa disposizione quello spazio per esprimere la loro creatività e fantasia con disegni e colori valorizzando questa vena artistica – dice Franco dalle Vacche, presidente del Consorzio di Bonifica di Ferrara – è un modo tangibile che proietta il Consorzio nel futuro, lo fa conoscere alle nuove generazioni utilizzando il loro linguaggio e, nel contempo, valorizza la cosiddetta il «writing» urbano responsabile, con graffiti certificati e autorizzati». L’opera rimarrà per un anno, fino al termine del cantiere e successivamente conservata ed esposta.

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«Ho trovato molto interessante il tema della bonifica che ho voluto fosse opera di Simone Carraro, illustratore veneto che da due anni fa opere d’arte urbana – spiega l’art director Cesare Bettini, dell’imolese associazione ‘Noi giovani’ – abbiamo rappresentato la narrazione dalla palude preistorica con gli animali, fino ad arrivare all’antropocene, la nuova era che stiamo vivendo, caratterizzata dall’opera dell’uomo capace di trasformare i contesti naturali mondiali. La bonifica è una delle attività più incisive. Nel murales ne spieghiamo i passaggi fondamentali in una sorta di enciclopedia didascalica e immagini, parlando ai giovani nella loro lingua ed utilizzando la grande potenza espressiva per comunicare a tutti».

«E’ stato un lavoro molto divertente che mi ha permesso di inserire anche gli animali dell’ecosistema ferrarese ma anche uno schema che illustra un modo semplice di bonificare – ha aggiunto Simone Carraro, artista originario di Sambughè – è la prima volta che mi capita di creare un’opera per un cantiere mentre, invece, mi sono già trovato a che fare con il tema della bonifica. A Comacchio, infatti esiste un’altra mia opera che si collega con questa e il mio obiettivo è creare una serie di murales lungo tutta la riviera, collegati tra loro».

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