Martedì, 28 Settembre 2021
Attualità

Al Django una serata dedicata alle foibe, Visentin insorge

Il consigliere comunale ha criticato con parole pesanti l'iniziativa del centro sociale trevigiano accusandolo di "revisionismo e mancanza di rispetto per il Giorno del ricordo"

«In un momento dove finalmente in Italia si parla di foibe e viene celebrato il Giorno del ricordo, c’è ancora chi nega che una tragedia simile sia esistita o, peggio ancora, la giustifica adducendo argomentazioni che non stanno né in cielo né in terra».

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Con queste parole il consigliere comunale Davide Visentin ha commentato la nuova iniziativa del centro sociale Django che, a poco meno di un mese dal Giorno del ricordo (10 febbraio) ha deciso di organizzare, sabato 19 gennaio, una speciale serata sul tema delle foibe con ospite il collettivo "Nicoletta Bourbaki". Visentin teme che la serata possa sfociare in un ricordo distorto del eccidio ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia avvenuto tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e l'inizio del Dopoguerra. «Da italiano - commenta Visentin - sono inorridito solo a pensare che serate di questo tipo possano venire organizzate e seguite. Da amministratore comunale spero che si possa fermare questa “conferenza”, che mi auguro sia solo una provocazione di cattivo gusto, nei confronti soprattutto di chi è stato vittima di quei momenti atroci. Le foibe sono una bruttissima pagina di storia del nostro Paese che va ricordata, non dimenticando le migliaia di martiri che morirono in maniera brutale con la sola colpa di essere italiani».

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Il collettivo Nicoletta Bourbaki è un gruppo di lavoro noto per le sue posizioni incentrate spesso sul revisionismo storiografico. Tra i loro progetti più conosciuti c'è quello dedicato al caso di Giuseppina Ghersi, la tredicenne stuprata, seviziata ed uccisa da un gruppo di partigiani savonesi nel 1945. Secondo il comitato si tratterebbe di una bufala e così anche le tesi sulle foibe verrebbero interpretate sotto una nuova chiave di lettura. Un "modus operandi" che ha sollevato le proteste di Visentin, pronto a chiedere la cancellazione immediata dell'evento.

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