Fondazione Mazzotti, primo passo per il salvataggio dell'ente

La Giunta comunale di Treviso ha approvato l'adesione allo statuto della fondazione commissariata in qualità di socio fondatore. Il documento verrà votato in Consiglio comunale

Giuseppe Mazzotti (Foto tratta da Facebook)

Si è concluso il primo step per la rivalorizzazione della Fondazione Mazzotti grazie alla proposta, approvata dalla Giunta comunale di Treviso (che approderà poi in Consiglio) di adesione allo statuto della “Fondazione Mazzotti per la Civilità veneta” come socio fondatore.

Si tratta di un passo particolarmente importante nell’iter di salvataggio e valorizzazione del patrimonio documentale di “Bepi” Mazzotti che consiste in un ingente insieme di fondi bibliografici, archivistici e fotografici di straordinario valore frutto dell’attività del grande intellettuale trevigiano, confluiti per lascito testamentario diretto e per successive acquisizioni. Dopo il commissariamento avvenuto nel 2019 a causa dello stato di difficoltà della fondazione e a seguito del lavoro diretto alla salvaguardia del patrimonio e alla ricomposizione degli organi condotto dal Commissario straordinario Maria Teresa De Gregorio in stretta collaborazione con la Regione Veneto, la Provincia e il Comune, l'amministrazione ha messo a punto il progetto di valorizzazione a lungo termine della fondazione. Proprio nel documento approvato giovedì mattina, 19 novembre, dalla Giunta viene sottolineata l’importanza della fondazione, relativamente allo scopo di tutela, conservazione, implementazione, aggiornamento e promozione del materiale di studio, nella promozione della cultura, del turismo sostenibile e consapevole, della ricerca scientifica e tecnica nonché la valorizzazione del paesaggio e del patrimonio storico artistico. Da qui la necessità di impegnarsi per la corretta conservazione e la collocazione in una sede idonea. «L’ingresso nella fondazione si tratta di un passo importantissimo per il perseguimento dell’obiettivo di valorizzazione e di promozione del patrimonio storico-documentale delle opere di Giuseppe Mazzotti, fra i padri fondatori della storia di Treviso. La tutela dei fondi bibliografici, archivistici e documentali e la fototeca rappresentano infatti uno dei nostri principali obiettivi in campo culturale. In questo senso, vogliamo far ripartire il sodalizio con un taglio più moderno».

Il patrimonio librario e documentale della Fondazione Mazzotti vanta una biblioteca composta da oltre 13mila titoli comprendenti monografie e raccolte di periodici. La biblioteca storica abbraccia in particolare i campi dell’arte e dell’architettura, della letteratura di montagna, della gastronomia, della musica popolare, delle arti applicate, della storia e della cultura locale. In alcuni ambiti disciplinari (arte veneta, ville venete, tradizioni popolari, letteratura di montagna) il fondo Mazzotti costituisce un fondo specialistico di grandissimo rilievo, che conserva alcune pubblicazioni estremamente rare. Di rilievo sono anche il Fondo specialistico delle opere in concorso al prestigioso Premio Letterario Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” (che hanno come tema la montagna, il viaggio e l’esplorazione, la civiltà e la cultura veneta, l’ecologia, il paesaggio e l’artigianato di tradizione) e il Fondo specialistico in museologia/museografia, esito della collaborazione pluriennale della Fondazione con la Regione del Veneto e con Icom in tale campo oltre al Fondo specialistico CAI – Sezione di Treviso e a quello bibliografico “Ateneo di Treviso”, che si si compone di quasi 4.000 titoli di arte, architettura e letteratura del Novecento e dei giorni nostri. Molto importanti anche gli archivi personali di Giuseppe Mazzotti e del Prof. Marco Tonon, museologo, già membro del Comitato Scientifico della Fondazione.  Infine la fototeca di “Bepi” Mazzotti, di proprietà della Fondazione e gestita in collaborazione con il Foto Archivio Storico della Provincia di Treviso (FAST) che conserva oltre 120mila immagini su supporti diversi, in parte realizzate direttamente da Mazzotti e in parte da lui commissionate o raccolte. Il fondo copre un arco temporale che va dai primi anni del Novecento al 1980.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Remo Sernagiotto ricoverato al Ca' Foncello: «Condizioni disperate»

  • Cocaina e marijuana in casa, brigadiere dei carabinieri in manette

  • Malore improvviso al rifugio: 62enne muore tra le braccia della compagna

  • Covid, Zaia: «I dati in Veneto sono buoni, non meritiamo la zona arancione»

  • Pooh, nuovo disco dopo la morte di D'Orazio: «Le canzoni della nostra storia»

  • Se n'é andata Paola Maiorana, voce storica delle radio private trevigiane

Torna su
TrevisoToday è in caricamento