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San Liberale, dalla diocesi un Fondo di comunità per famiglie e imprese

Martedì 27 aprile la messa solenne in Duomo. Al termine della cerimonia il Vescovo Tomasi ha presieduto la preghiera dei Vespri e consegnato il progetto a sindaco e prefetto

Il Vescovo Tomasi con il sindaco Mario Conte e il Prefetto Maria Rosaria Laganà

Nel tardo pomeriggio di martedì 27 aprile il vescovo di Treviso, Michele Tomasi ha celebrato in Duomo la messa solenne per la festa del patrono della città e della diocesi, San Liberale.

Una cerimonia impreziosita dalla presentazione del progetto diocesano per il fondo di comunità a favore di famiglie e imprese. Un'iniziativa di solidarietà concreta, fortemente voluta dal Vescovo, diffusa nel territorio e che coinvolgerà oltre 200 volontari formati, nei 5 sportelli locali, per offrire un sostegno economico alle famiglie e microcredito alle imprese colpite dalla crisi dovuta alla pandemia, con un fondo dedicato al quale sono invitati a contribuire tutti, in particolare coloro che non hanno visto il proprio reddito intaccato durante questo anno difficile. La diocesi ha contribuito con 550mila euro derivanti in gran parte dai fondi dell'8 per mille. Il progetto, insieme alla diocesi, attraverso la Caritas, vede coinvolti molti soggetti istituzionali, associazioni, volontariato, in una rete comunitaria importante.

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Al termine della cerimonia il Vescovo Tomasi ha consegnato al sindaco Mario Conte e al Prefetto Maria Rosaria Laganà dei libretti con il progetto diocesano del fondo di comunità, commentandolo con queste parole: «Il nostro tempo chiede di camminare leggeri, di portare con noi l’essenziale. Un essenziale che sia segno e germe di speranza. Ripartiamo da qui e portiamo con noi il segno della speranza e della cura, ascoltiamo l’appello che la nostra vicenda ci rivolge: alla solidarietà, alla responsabilità, all’identità vera e profonda delle nostre comunità. Ripartiamo da qua e tessiamo reti di amicizia e di solidarietà per il bene di tutti, perché chi ha bisogno sia accolto ed aiutato e chi può contribuire al bene degli altri lo possa fare con animo lieto. In questo senso abbiamo proposto l’iniziativa “Sta a noi. Per un patto di comunità”. Di una rete di ascolto e di aiuto nella comunità per la comunità. Per continuare a camminare insieme, in umiltà, amicizia e servizio reciproco, prendendo con noi quello che veramente conta. Come è scritto nella proposta: "La personale convinzione di fede ci permette di condividere il desiderio di molti che da questa prova l’umanità intera, nessuno escluso, esca migliore e non peggiore, e di collaborare con tutti per costruire una società più umana e solidale. Se per molti quella vissuta è stata, e rimane, una stagione senz’altro difficile, l’augurio è che da essa si possa uscire anche un po’ più fraterni, più misericordiosi, più umili, in altri termini: persone dal cuore più aperto verso tutti".

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