Venerdì, 25 Giugno 2021
Attualità

Levata di scudi per Szumski: «Benazzi, chiediamo la verità»

Il comitato Riccardo Szumski risponde al dirigente dell'Asl che ha citato la manifestazione di piazza a Milano dove, accanto al medico di Santa Lucia di Piave, si sono radunate 10mila persone: «Il dottore non ha mai menzionato i vaccini e oggi è ancora in vigore tachipirina e vigile attesa»

Piazza Duomo durante la conferenza (foto: Fb Riccardo Szumski)

Diecimila persone in piazza a Milano hanno accolto tra gli applausi, tra gli altri, anche il medico-sindaco di Santa Lucia di Piave, Riccardo Szumski. Una vera e propria standing ovation per lui e per tutti quei medici, presenti sul palco della conferenza, che hanno curato in questi mesi il Covid con le terapie domiciliari. Un incontro che è stato evocato, nelle scorse ore, dal direttore generale dell'Ulss 2, Francesco Benazzi, il quale ha menzionato il sindaco presente «in piazza Duomo per protestare contro i vaccini» ribadendo poi lo stesso direttore che le «cure domicliari le facciamo anche noi».

La risposta

Dichiarazioni che sono state smentite prontamente dal "Comitato Riccardo Szumski" che in una nota ha fatto sapere: «Il Dottore, oltre che sindaco, è un medico con 40 anni di servizio professionale alle spalle e domenica un piazza a Milano non era presente per manifestare contro i vaccini ma ha partecipato alla Conferenza Nazionale delle Terapie Domiciliari Covid19 per portare la sua testimonianza da membro del Comitato tecnico terapie domiciliari precoci al covid, a sostegno di tali cure e dei tanti medici presenti e non che in questi 15 mesi si sono spesi giorno, notte, domeniche e festività comprese per aiutare le persone  (non solo italiane) visitandole a casa o curando in telemedicina se le distanze non lo permettevano, ammalate di covid. Lui, come tutti gli altri medici ha contribuito alla loro guarigione operando in scienze e coscienza, tenendo fede a quel giuramento che tutti i medici sono tenuti a rispettare. Questi medici, da mesi visti i risultati ormai ampiamente dimostrati, di cura di un virus che esiste, chiedono di essere coinvolti al tavolo di revisione del protocollo di cura del covid  e di veder riconosciute le terapie domicliari precoci su cui si è espresso, nella votazione, quasi all'unanimità anche il Senato nella seduta dell'otto aprile 2021».

L'invito

Il Comitato ha quindi invitato il direttore ad assistere alla prossima iniziativa, per capire realmente la bontà e l'importanza delle stesse: «Invitiamo il Dottor Benazzi alla prossima Conferenza Nazionale per le Terapie Domiciliari Precoci che si terrà a Napoli il prossimo mese e possibilmente ad accertarsi della reale motivazione della presenza di 10mila persone in piazza prima di rilasciare dichiarazioni». 

Appello dei cittadini informati

Un invito e una risposta che trova l'importante appoggio di molti "cittadini informati" (come si firmano) che attraverso una lettera aperta hanno ribadito: «All'incontro di Milano la parola vaccino non è mai, e ribadiamo mai, stata menzionata da nessun professionista sanitario intervenuto in piazza Duomo poichè il tema trattato era l'approvazione delle terapie domiciliari precoci che sono state negate ai concittadini fin da marzo 2020. Checchè ne dica il dottor Benazzi la "tachipirina e vigile attesa" è ancora valida a tutt'oggi per il Ministero della Salute. Allora chiediamoci in onestà quante persone, quanti cari si sarebbero potuti salvare se si fossero attuate tali terapie. Perchè, al di là di un miracolo, sappiamo tutti che la vigile attesa non è una terapia. Infine - chiudono - come cittadini chiediamo onestà e verità: siamo stanchi di numeri e dati falsati o nascosti. Vogliamo risentirci cittadini di un Paese democratico e libero».

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Levata di scudi per Szumski: «Benazzi, chiediamo la verità»

TrevisoToday è in caricamento