Studenti in piazza, fumogeni e proteste contro Benetton e Intesa Sanpaolo

Venerdì 9 ottobre la mobilitazione in centro a Treviso organizzata da Fridays for future. Sesto sciopero globale per il clima, presente anche il Coordinamento studenti medi

(Credits Fridays for future Treviso via Facebook)

Venerdì 9 ottobre decine di giovani sono tornati a manifestare nel centro di Treviso per il sesto sciopero globale per il clima. La mobilitazione, partita venerdì mattina da Piazza Borsa, era stata organizzata da Fridays for future Treviso con la presenza del Coordinamento degli studenti medi.

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Dopo il raduno iniziale, la mobilitazione si è spostata davanti alla filiale di Intesa San Paolo (a pochi metri dalla Loggia dei Cavalieri) con fumogeni e proteste contro gli "effetti di una delle banche che finanziano le più grandi multinazionali del mondo favorendo l'inquinamento atmosferico". «Per questo - spiegano i manifestanti - abbiamo acceso dei fumogeni che simboleggiano l'aria rarefatta che respiriamo ogni giorno per colpa di questi mostri che devastano la nostra terra. Lo stesso Coronavirus è causa di questo sistema che pone il profitto sopra ogni cosa, anche alla salute e alla vita delle persone. Diciamo basta ai finanziamenti al fossile, non tra sette anni, ma ora». La protesta è arrivata anche davanti alle vetrine del negozio United Colors of Benetton in pieno centro. E' qui che Fridays for future ha voluto dimostrare quello che succede al popolo dei Mapuche, che lotta da anni contro la devastazione dei loro territori nel Cile centrale. «Non è vero - spiegano i manifestanti - che nel futuro moriremo per il cambiamento climatico, non è vero perché stiamo già morendo, ci sono migliaia di persone che sono già morte per colpa del cambiamento climatico. E Benetton è complice. Benetton è uno degli assassini, che continua ad inquinare ponendo il profitto sopra la vita e i corpi di tutt*. Per questo abbiamo voluto denunciare la sua brutalità sporcandoci di sangue. Basta devastazioni, basta terricidi. Solidarietà alle donne Mapuche».

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Il commento

«Il tema ambientale sembra passato in secondo piano nella retorica politica, quando, anzi, dovrebbe rientrare in un ripensamento generale del nostro modello di vita e di produzione - dichiara Carlo Garzara coordinatore della Rete degli Studenti Medi di Treviso -  Siamo scesi in piazza come Rete degli studenti medi perchè in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, la tematica ambientale non deve prescindere da quelle che sono le lotte trasversali che portiamo avanti da anni: dal diritto allo studio, che dovrebbe dare gli strumenti alle nuove generazioni per un decisivo cambio di rotta, ai trasporti pubblici, agli investimenti in edilizia e sostenibilità, alla lotta alle disuguaglianze e allo sfruttamento». Programmi di educazione ambientale, scuole plastic free e ad impatto 0, trasporti pubblici e una città ecosostenibile per un cambiamento di rotta immediato: ecco cosa chiedono i ragazzi della Rete. «Questa crisi sanitaria di portata globale ha evidenziato le falle del nostro sistema, fino giungere a veri e propri momenti di frattura, sotto lo sguardo silenzioso della classe politica e accondiscendente.- conclude Carlo Garzara- Mi sto riferendo nel nostro piccolo alla tematica dei trasporti, per esempio, di principale rilievo nella provincia di Treviso, di edilizia, alla riqualificazione e sfruttamento degli spazi. E proprio oggi portare in piazza la voce degli studenti e delle studentesse, parlare dei disagi e del peso delle incertezze che riguardano il nostro futuro, è fondamentale. É arrivata l’ora zero, questo è il momento per ripensare da capo i modelli socio-economici e l'istruzione per imporre nuove politiche sostenibili in materia ambientale e per porre le basi, finalmente, per una scuola veramente inclusiva e diversa».

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