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Domenica, 16 Giugno 2024
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Future Farming: in Veneto il primo centro di ricerca europeo, tra i partner anche un'azienda di Pordenone

L’Università Ca’ Foscari Venezia realizzerà il progetto grazie a un investimento di 20 milioni di euro

Il futuro della ricerca passa anche per Pordenone. Un piano ambizioso che è frutto di un’alleanza tra istituzioni pubbliche e private. Si tratta di Future Farming - Innovation Technology Infrastructure, un progetto che mira ad attrarre ricercatori da tutto il mondo per sviluppare modelli che spaziano dall’industria del foodtech a quella dei biomateriali, dal benessere alla biofarmaceutica. A realizzarlo sarà l’Università Ca’ Foscari Venezia servendosi dei fondi del PNRR per un totale di 20 milioni di euro. 

Il progetto

Sostenibilità ambientale ed economica sono le basi di questa nuova infrastruttura in Veneto, che non esclude ovviamente l’entrata di altri centri universitari del Nordest.  Saranno due le zone che ospiteranno il centro di ricerca. Oltre al Veneto, sarà prevista un centro secondario in Sardegna. La struttura nel Nordest, pronta entro la fine del 2023, si svilupperà su circa 5 ettari tra laboratori di ricerca e spazi per accogliere i ricercatori e azienda partner. 

Eppure la novità interessante è che tra i partner privati ci sarà Zero, azienda di Pordenone fondata dal trevigiano Daniele Modesto che si occupa di fornire brevetti e sistemi avanzati per il vertical farming (come il caso del Modular Architecture). Sarà infatti questa impresa a cofinanziare il 51% di questo progetto e a gestire le fasi di ricerca con il supporto dell’Università Ca’ Foscari.

Il punto cruciale del programma sarà cambiare il modello economico, passando da un’economa estrattiva a rigenerativa nei prossimi anni, dove saranno le risorse - piante, funghi, batteri, alghe - i veri tasselli per un utilizzo responsabile dell’ambiente.

«Future Farming è un esempio delle potenzialità della partnership tra pubblico-privato e rappresenta una grande occasione di innovazione nel settore delle biotecnologie applicate all'agricoltura del futuro» dichiara Tiziana Lippiello, rettrice dell’Università Ca’ Foscari Venezia. «Il progetto unisce ricerca, innovazione e interdisciplinarità e dimostra come le nostre università e il nostro Paese abbiano talenti e creatività capaci di incidere nelle grandi sfide globali del nostro tempo».

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