Addio a Gianfranco Menegaldo, storico ristoratore trevigiano

Aveva 82 anni, gli è stata fatale una malattia incurabile ai polmoni. Per 60 anni alla guida della trattoria di via Pralongo a Monastier lascia la moglie Bertilla e tre figlie

Gianfranco Menegaldo

Dopo la scomparsa di Arturo Filippini a causa del Coronavirus, la ristorazione trevigiana piange in queste ore Gianfranco Menegaldo, titolare dell'omonima trattoria di pesce in via Pralongo a Monastier.

Come riportato da "La Tribuna di Treviso" il decesso è avvenuto giovedì pomeriggio, 28 maggio, in ospedale a Dolo dove Menegaldo era ricoverato per una grave malattia ai polmoni che lo ha strappato all'affetto dei sui cari all'età di 82 anni. Da 60 anni era alla guida del ristorante Menegaldo di Monastier, una vera istituzione per gli amanti della cucina di pesce in tutto il Veneto. La trattoria Menegaldo era stata fondata nel 1910 e gestita dal papà di Gianfranco, Lucio. Nel 1960 il passaggio di consegne, quando la scomparsa improvvisa del padre aveva costretto Gianfranco ad abbandonare la sua passione per il ciclismo dedicandosi al ristorante. Aiutato dall'amata moglie Bertilla e dalle sue tre figlie, Gianfranco Menegaldo (Franco per gli amici) ha costruito negli anni un locale simbolo della provincia di Treviso unendo alla perfezione la cucina di pesce con le tradizioni locali, puntando tutto sulla semplicità e sulla grande qualità delle materie prime servite in tavola. Molti colleghi ricordano la sua inconfondibile presenza giornaliera al mercato di Caorle o a Marano Lagunare per scegliere il pescato del giorno da servire in tavola. Triglie, capesante, ostriche fatte arrivare dalla Francia e innumerevoli altre specialità che gli sono valse l'appellativo di "Re del pesce". La cucina della famiglia Menegaldo è stata frequentata da almeno quattro generazioni di trevigiani e sono decine le celebrità e le peronalità di spicco che si sono sedute ai tavoli della trattoria di Monastier. Treviso perde un gigante della ristorazione locale. Decine i messaggi di cordoglio arrivati alla famiglia in queste ore. La data dei funerali sarà fissata nei prossimi giorni.

Il ricordo del Governatore Zaia

«Per la ristorazione veneta, e trevigiana in particolare, quest’anno si dovrà ricordare come un vero annus horribilis. Alla crisi legata al lockdown per il Coronavirus, si è aggiunta anche la grave perdita di alcune delle figure più emblematiche che rappresentavano l’eccellenza in questo settore in cui erano dei veri fari guida. Oggi piangiamo anche Franco Menegaldo di Monastier e Luigi Cadamuro di Zero Branco». Queste le parole con cui il presidente Zaia commenta i nuovi lutti che hanno colpito il mondo della gastronomia veneta.

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«Conoscevo Franco Menegaldo da molto tempo – prosegue il Governatore – una figura che si impone nel nostro panorama regionale per essere stato un vero pioniere della ristorazione di pesce in terraferma oltre un oste appassionato, preparato e accogliente. Dopo quella di Arturo Filippini e di Tonino Palazzi, con la sua scomparsa si ingigantisce ancora di più la perdita di conoscenze e tradizioni legata a quella gastronomia affermatasi a livello internazionale dalle basi di una cucina locale in grado di portare i sapori poveri a livello di prelibatezze. Una vera arte, in cui Franco aveva portato il sacrificio del ciclista e quella dedizione veneta per il lavoro che avevano trasformato il suo locale da un secolare emporio di alimentari con osteria a un punto di riferimento conosciutissimo per gli amanti dei piatti di mare e non solo. Esprimo tutta la mia vicinanza alla moglie e le figlie di Menegaldo, come alla consorte ed ai figli di Cadamuro. Dalla stampa ho appreso che i figli di quest’ultimo hanno confermato l’intenzione di proseguire nel locale di Zero Branco il lavoro di sempre, seguendo gli insegnamenti del padre. Penso che questo sia il messaggio più importante non solo per il futuro della loro attività ma per il futuro di tutto il settore così duramente provato in questi mesi».

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