Giovedì, 29 Luglio 2021
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Gioco d'azzardo patologico, l'Ulss 2 apre un portale dedicato

Martedì 22 giugno il convegno promosso dall'associazione Comuni della Marca trevigiana. Dopo la fine del lockdown il gioco d'azzardo è tornato a crescere. Presentato il portale "Indipendo.it"

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Contrastare il gioco d’azzardo patologico si può e ora i Comuni della provincia di Treviso hanno un incentivo in più per mettere in pratica azioni concrete di salvaguardia per i cittadini più fragili. Martedì 22 giugno se ne è parlato durante il convegno dal titolo: "Gioco d’azzardo - Dimensioni del fenomeno e possibili azioni di contrasto".

«È il momento di accendere di nuovo l'attenzione sulle ludopatie - commenta Mariarosa Barazza, presidente dell'associazione Comuni della Marca Trevigiana - Oggi il nostro territorio è più fragile perché le ferite inferte al corpo sociale dalla crisi pandemica, con l'aumento dell'ansia, della depressione, della rabbia, del disadattamento, rischiano di spingere le persone più in difficoltà a cercare cura del disagio in comportamenti patologici come il gioco d’azzardo. Serve pertanto rialzare la vigilanza sul fenomeno e mettere in campo azioni concrete secondo le proprie competenze. I sindaci possono fare molto». La pandemia ha dimostrato che, chiusi i punti gioco per le restrizioni anti-contagio, l’azzardo è drasticamente diminuito. «Non era scontato - spiega il dottor Marcello Mazzo, direttore del Dipartimento per le dipendenze dell'Ulss 2 - Si pensava che, con la chiusura dei punti giochi sul territorio, i giocatori si sarebbero riversati massicciamente on line, ma così non è stato. A passare dal gioco reale a quello virtuale è stata solo una percentuale bassissima di utenti. E anche il gioco online, durante il lockdown, è calato».

Dati in aumento

In assenza, al momento, di dati regionali e locali, sono i numeri di una recente ricerca dell’Istituto nazionale di Sanità, effettuata in collaborazione con altre istituzioni scientifiche, a evidenziare la tendenza: la pratica del gioco d’azzardo, dal 16,3% del periodo prepandemico, è scesa durante il periodo di lockdown al 9,7% per poi risalire al 18% nel periodo di restrizioni parziali. Il gioco d'azzardo nei locali fisici è diminuito dal 9,9% del periodo precedente la pandemia al 2,4% del periodo di lockdown, per poi risalire al 8% nel periodo di restrizioni parziali. Il gioco on line invece passa dal 10% del periodo precedente la pandemia all'8% nel lockdown, per salire al 13% nel periodo di restrizioni parziali.

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Durante il lockdown, tra i giocatori il tempo medio dedicato al gioco è aumentato di quasi un’ora. Inoltre, l'1,1% di coloro che hanno dichiarato di non aver giocato prima della pandemia ha dichiarato di aver iniziato a giocare proprio nel periodo di totale restrizione, mentre il 19,7% di coloro che già giocavano ha incrementato l’attività totale di gioco e questo è accaduto più frequentemente ai giovani, ai fumatori, ai consumatori di cannabis e a coloro che avevano un consumo rischioso di alcolici. Anche l'uso di psicofarmaci, la bassa qualità della vita, la scarsa quantità di sonno, la depressione e l'ansia risultano significativamente correlati a un aumento dell'attività di gioco durante il lockdown. I giochi maggiormente praticati in tutte le rilevazioni si confermano il Gratta e Vinci per il gioco d’azzardo terrestre e per il gioco on line le Scommesse Sportive, il Gratta e Vinci e le Slot Machines. A conferma dei dati nazionali, gli accessi dei giocatori patologici ai SerD della Marca Trevigiana sono diminuiti di quasi un centinaio di unità nel 2020, rispetto al 2019 e agli anni precedenti: 234, è il dato assoluto, contro i 312 del 2019, ai 354 del 2018, ai 342 del 2017. Il gioco d’azzardo, insomma, non è una dipendenza come quella da alcol, droghe, fumo, la cui astinenza spinge il dipendente a ricercare sostanze alternative. Eliminate le “occasioni”, il fenomeno diminuisce drasticamente. Per poi, e i dati della ricerca ISS lo evidenziano benissimo, risalire “come prima, più di prima” appena si allentano le restrizioni e si ritorna alla normalità. Con le percentuali di giocatori che tornano a salire, sono di conseguenza in aumento le persone che di gioco si ammalano. E, in base alle tendenze degli ultimi anni, possiamo ipotizzare che l’incidenza dei giocatori patologici, viste anche le ferite che il periodo pandemico ha lasciato sul corpo sociale, aumenti di parecchio. È proprio ora, ora che i punti gioco hanno riaperto i battenti nell’Italia quasi tutta “bianca”, il tempo giusto per intervenire ed arginare il fenomeno. Per questo, l’Associazione dei Comuni della Marca, in sinergia con l’Ulss 2 Marca Trevigiana, si è mossa con questo convegno che ha l’obiettivo di stimolare nuovamente i Comuni a fare la propria parte attraverso gli strumenti operativi a disposizione come le restrizioni che la legge prevede e le relative sanzioni. La normativa regionale ha introdotto tre finestre di interruzione di due ore ciascuna (per un totale di 6 ore) dell’attività dei punti gioco per tutelare le fasce più deboli della popolazione: dalle 7 alle 9, dalle 13 alle 15 e dalle 18 alle 20. Ha inoltre previsto il divieto di collocare apparecchi per il gioco in locali che si trovino ad una distanza inferiore di 400 metri dai luoghi sensibili, elencandoli. Ha previsto, tra gli altri, un sistema incentivante per i gestori che non installano o disinstallano tali apparecchi per il gioco d’azzardo, restrizioni alla navigazione internet attraverso la propria rete wireless per impedire l’accesso ai siti web di gioco d’azzardo on line,  un’Irap maggiorata dello 0,92% per chi li mantiene.

Il portale dell'Ulss 2

I referenti dell’Ulss 2 Marca Trevigiana hanno presentato gli interventi previsti nei prossimi mesi in territorio trevigiano dal piano regionale sul Gap (gioco d’azzardo problematico) verso i giocatori patologici e le loro famiglie, le istituzioni del territorio, le scuole, i medici di medicina generale, la comunità in genere. «Tra le novità che l’Ulss 2 ha messo in campo - come spiegato dalla dottoressa Amelia Fiorin, psicologa dirigente referente Ambulatorio Gioco d'azzardo problematico - c’è il portale indipendo.it che ha l’obiettivo di facilitare l’accesso ai servizi di cura e trattamento attraverso il web, in modo che il dipendente possa superare la barriera del senso di vergogna che accompagna la dipendenza da gioco». Indipendo.it è uno strumento molto ricco che contiene documenti, vademecum, informazioni per poter prendere consapevolezza della propria situazione o di quella di un proprio famigliare e correre ai ripari attivando gli aiuti che il servizio pubblico offre.

I commenti

«I Comuni che avevano adottato il regolamento e la delibera proposti dall'associazione Comuni prima della  normativa regionale - spiega l'avvocato Gigliola Osti - devono ora sostituire i precedenti atti con i nuovi schemi che abbiamo aggiornato integrandoli con le disposizioni regionali e inviato loro già a dicembre 2020. Per i Comuni che non hanno adottato questi atti, ricordo che le disposizioni regionali sono immediatamente applicabili in tutta la Regione Veneta senza la necessità di recepimento da parte dei Comuni. Auspichiamo comunque che vengano adottati anche i nuovi schemi di regolamento e ordinanza dell’Associazione Comuni rendendo la normativa finalizzata al contrasto del gioco d’azzardo più restrittiva». Infatti, il regolamento proposto dall’Associazione Comuni prevede 15 ore di chiusura dei punti gioco al giorno, non solo 6 come la normativa regionale, stabilendone la chiusura anche dalle 22 alle 7 (periodo che poi si allunga fino alle 9 per la normativa regionale), oltre a disciplinare tutte le fattispecie dei giochi, dal lotto al gratta e vinci, sale scommesse, scommesse sportive etc. Il Gruppo lavoro Ludopatia dell’Associazione Comuni, insieme al gruppo Attività produttive coordinato dall’arch. Gianluca Vendrame, ha inoltre prodotto un vademecum sulle sanzioni applicabili, facendo chiarezza nel ginepraio che nel tempo si è creato per la sovrapposizione normativa nazionale, regionale, locale.

«Le sanzioni sono uno strumento eccezionale in mano ai Comuni per regolamentare il gioco d’azzardo sul loro territorio, in presenza di una chiara volontà politica che miri a contemperare i legittimi interessi dell’impresa privata con il dovere di tutelare la salute pubblica - conclude l’architetto Gianluca Vendrame - Sono comminabili sanzioni fino a 6 mila euro per certe fattispecie di infrazioni, come ad esempio quella relativa alle distanze dai luoghi sensibili». Il lavoro corposo effettuato dall'associazione Comuni è un servizio eccellente per i Comuni trevigiani, perché li mette nelle condizioni di effettuare scelte che limitino il gioco d’azzardo sul loro territorio, a beneficio dei propri cittadini, in punta di legge, ovvero senza incorrere nel rischio di ricorsi da parte dei gestori o, nel caso venissero fatti ricorsi, di vincerli, come accaduto già a Montebelluna.

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