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Il consigliere Razzolini a Valdobbaidene

Il consigliere Razzolini a Valdobbaidene

Giorno del ricordo, il consigliere regionale Razzolini omaggia le vittime delle foibe

«Fondamentale commemorare tutte le vittime e i martiri delle foibe lungo il confine orientale d’Italia, ma anche dell’esodo giuliano, fiumano e dalmata di un popolo colpevole solo di essere italiano»

Il consigliere regionale Tommaso Razzolini, del gruppo consiliare Fratelli d’Italia-Giorgia Meloni, nella mattinata di mercoledì ha voluto celebrare il Giorno del ricordo a stretto contatto con il proprio territorio attraverso la commemorazione delle vittime delle foibe e dell'esodo giuliano, istriano e dalmata, e della figura di Norma Cossetto, studentessa italiana, istriana, violentata e infoibata a soli 23 anni dai partigiani slavi nel 1943.

A Montebelluna il consigliere Razzolini ha partecipato alla commemorazione officiata dall'Amministrazione comunale davanti al municipio di Corso Mazzini, per poi lasciare un fiore in ricordo di Norma Cossetto davanti alla via di Mercato Vecchio a lei dedicata nel 2019. A Treviso, quindi, insieme al prefetto Laganà, al sindaco Conte, al presidente del consiglio comunale Iannicelli e ai consiglieri Davide Visentin (capogruppo trevigiano di Fratelli d'Italia) e Davide Acampora (promotore dell'iniziativa), ho preso parte all'intitolazione di una nuova via alla memoria di Norma Cossetto in località Santa Bona. Per finire a Valdobbiadene, in via Visignano d'Istria, dove ha voluto porre un fiore per ricordare tutti gli esuli di questa triste pagina di storia italiana.

«Desidero plaudire alle iniziative promosse oggi dalle Amministrazioni comunali del territorio trevigiano - afferma il consigliere regionale Tommaso Razzolini - Celebrare oggi il Giorno del ricordo significa commemorare tutte le vittime e i martiri delle foibe lungo il confine orientale d’Italia, ma anche dell’esodo giuliano, fiumano e dalmata di un popolo colpevole solo di essere italiano». «Sia l’occasione per condannare - prosegue Razzolini - ogni forma di propaganda, revisionismo o riduzionismo nei confronti dei crimini commessi dai partigiani titini e da ogni forma di totalitarismo di ieri e di oggi. Un’esigenza più che mai attuale visto che oggi continuano ancora ad esistere delle iniziative che vorrebbero negare o quantomeno minimizzare una pagina di storia così crudele. Come quel post assurdo redatto dall’Anpi di Brescia - conclude il consigliere di Fratelli d’Italia - che citando Eric Gobetti insinua come quella di Basovizza non fosse tecnicamente una foiba, ma un pozzo minerario abbandonato, oltre a sostenere che non ci siano prove documentarie certe di esecuzioni e sepolture. Questa forma di revisionismo deve finire».

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