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Giro d'Italia nella Marca (Foto d'archivio)

Giro d'Italia nella Marca (Foto d'archivio)

Giro d'Italia 2021: due tappe in provincia di Treviso

Sabato 22 maggio la tappa da Cittadella al Monte Zoncolan passerà per Conegliano mentre lunedì 24 il "tappone dolomitico" Sacile-Cortina passerà per il Cansiglio e l'Alta Marca

Storia, cultura, arte, territorio, spettacolo sportivo e difficoltà tecniche. C’è davvero tutto, quest’anno, nella parte veneta del Giro d’Italia di ciclismo 2021, che toccherà le città di Verona, Cittadella e Cortina d’Ampezzo.

Le tappe venete della corsa rosa sono state presentate venerdì 23 aprile, in videoconferenza, alla presenza del presidente del Veneto, Luca Zaia, del direttore del Giro, Mauro Vegni, alla presenza dei sindaci Federico Sboarina (Verona), Luca Pierobon (Cittadella) e Gianpietro Ghedina (Cortina). Il Giro entrerà in Veneto il 21 maggio, con la 13esima tappa da Ravenna a Verona, dedicata a Dante Alighieri (sepolto a Ravenna e per alcuni anni del suo esilio vissuto a Verona) nel 700esimo anniversario della morte. Salvo soprese, la classica tappa per velocisti con un finale veloce e spettacolare lungo le strade del capoluogo scaligero. Il giorno dopo, sabato 22 maggio, Cittadella ospiterà il via di una tappa molto dura, che attraverserà il Veneto per 70 chilometri fino a Conegliano, con arrivo in Friuli sul Monte Zoncolan, rinvigorendo la sua fama di “città ciclistica”, dopo aver ospitato i campionati italiani 2020 e altre tappe dei giri precedenti. Un giorno di attesa, ed ecco, lunedì 24 maggio, a chiusura della seconda settimana di corsa, la Sacile-Cortina, il classico tappone dolomitico con le scalate del Passo Fedaia, ai piedi della Marmolada, del Passo Pordoi (Cima Coppi di quest’anno, il punto più alto toccato dalla corsa) e del Passo Giau da dove inizierà la picchiata verso Cortina.

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Il commento di Zaia

«Non c’è Veneto senza il Giro e non c’è il Giro senza il Veneto - ha esordito Zaia - ma da oggi vien da dire che non c’è il Giro senza Mauro Vegni e non c’è Mauro Vegni senza il Giro, tali e tante sono le capacità organizzative, la collaboratività e la sensibilità territoriale del direttore. Lavorando con spirito di squadra abbiamo portato in Veneto anche quest’anno momenti di altissimo valore, sportivo sì, ma anche promozionale e d’immagine, con mezza Italia attaccata al televisore, tanti appassionati sulle strade, che sapranno rispettare tutte le regole di sicurezza anti Covid, decine e decine di Nazioni collegate. Uno spot meraviglioso nel quale però è tutto vero, niente è in alcun modo ritoccato, con pianure, colline, montagne, città storiche, ambienti naturali come straordinario anfiteatro di una delle fatiche sportive più massacranti».

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