Domenica, 14 Luglio 2024
Attualità Sant'Antonino

Giornata mondiale della gioventù a Lisbona, 1.500 ragazzi della Diocesi di Treviso

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

1.500 ragazzi della Diocesi di Treviso sono a Lisbona alla 37a edizione delle Giornate mondiali della Gioventù Cattolica, organizzata dal Vaticano, da martedì 1° al 6 agosto 2023. Sono accompagnati dal Vescovo di Treviso, monsignor Michele Tomasi, insieme a sacerdoti, educatori ed accompagnatori. I ragazzi delle 15 Diocesi del Triveneto sono in totale 5mila. A Lisbona arriveranno da tutto il mondo circa 400mila giovani e di questi 65mila sono italiani. Anche loro accompagnati da 106 vescovi e decine di sacerdoti ed educatori. La 37a edizione delle Giornate mondiali della Gioventù, è a forte trazione, come si dice, religiosa. La sua missione di indirizzo si può così riassumere: "Maria si alzò e andò in fretta". Il messaggio dice che occorre mettersi in cammino per servire e aiutare gli altri. Si tratta, per tutti, di attivare la strada della prossimità e dell'incontro. Questo lo spieghiamo nell'insistenza con la quale papa Francesco dice che non serve fare solo la carità (donare), ma occorre guardare in faccia i poveri e parlare con loro. Lo troviamo nell'insistenza del Papa e di tanta parte della chiesa di aumentare la capacità di ascolto. Nello sforzo per un nuovo modo di stare insieme alle persone. La presenza della voce e l'immagine della Chiesa la si trova in tanti nuovi posti e luoghi dove le persone vanno. E c'è in loro (cattolici) un nuovo modo di sostenere i diritti della gente, contro i continui soprusi che si fanno e si registrano nella quotidianità. A noi di Cittadinanzattiva appare chiaro che c'è un nuovo modo di manifestare l'impegno della cultura cattolica nel sociale. Un punto, quello del cattolicesimo, in cui decisamente, qui più che in altri modi e luoghi della società, si dà valore alle singole persone. Loro, singole persone, sono al centro dell'interesse culturale e religioso della nuova pastorale della Chiesa. Noi, come associazione che si occupa dei diritti delle persone, siamo fortemente attenti a questo. Questo ci è di forte aiuto, anche operativamente, nello svilupparsi del parlare e nell'ascoltare le persone. Ascoltarle, è occuparsi dei loro problemi. Noi associazioni del volontariato, ora, dovremmo trovare forme diverse e attive di collaborazione, per esempio nella garanzia di avere una sicurezza sanitaria e sociale rispondente sia alla domanda delle persone che ai diritti sanciti dalla Costituzione Italiana. Perché collaborativi? Perché è la Chiesa che si occupa della povertà e della miseria. E' La Chiesa che in diversi modi, e più concretamente, si occupa per il superamento delle disuguaglianze sociali. E' lei che ha un forte radicamento e presenza nel territorio, dove queste prosperano e si radicano. Tutto questo già lo fa, spesso da sola, con le sue grandi organizzazioni religiose e sociali. E' lei che si occupa sempre più spesso dei diritti di vicinanza e di relazione di milioni di persone. Ed è per questo che si sta organizzando e diventa sempre più punto di riferimento delle due grandi aree di aggregazione sociale del paese, oggi in difficoltà: gli anziani, con i loro problemi, e i giovani. Per i primi si sta rafforzando e adeguando anche nell'area della sicurezza sanitaria e sociale, occupandosi dei malati, delle persone e delle famiglie. Nello specifico, venendo al tema di questa riflessione, le Giornate mondiali della Gioventù si occupano proprio di questo: dei ragazzi. In questa edizione, ma già in quella del 2022, il modo diverso di stare con i ragazzi è stato subito visibile. Un punto di partenza religioso e spirituale, per esempio quello odierno è un messaggio di Maria, ma per spiegare un vissuto nuovo concreto del giorno per giorno, rivolto alla gente Questo appuntamento, sarà forte, non solo visivamente: 400mila persone riunite in una capitale europea ad occuparsi di un messaggio di Maria verso i più deboli. Sarà anche prodromo di impegni sociali nuovi e diffusi. Già lo è stato nei migliaia di incontri preparatori fatti nei territori a discutere e vedere cosa fare in modo concreto. Da tempo stiamo valutando positivamente questa nuova gioventù, fortemente impegnata nei valori dell'essere, a dispetto di una parte - ancora consistente di giovani - che inseguono il concetto dei valori dell'avere (tutto si può comprare). I valori dell'essere che il mondo cattolico propugna sono concentrati nella dignità della persona. Il bisogno di schematizzarli ci dice che essi sono innanzitutto collegati al valore della libertà individuale e sociale. Ossia è necessario garantire a tutti il diritto a vivere in libertà di pensiero, di coscienza, religione ed azione. Poi si parla di responsabilità individuale, di uguaglianza, originalità, solidarietà ed onestà. Tornano in qualche modo "di moda" i problemi etici delle persone. Questi valori, ne siamo convinti, saranno decisamente testimoniati, in modo forte, a Lisbona. La delegazione italiana a Lisbona la sera del 2 agosto si incontra, tra gli altri, con don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele. Con il prof. Enzo Galliano, che da tempo è fortemente impegnato per una scuola che si occupi di educare i ragazzi e non a giudicarli come questa fa in gran parte. La scuola oggi è decisamente il punto vero di debolezza che colpisce in modo duro i ragazzi. Questo avrà una forte ripercussione, da oggi, e nel prossimo futuro. Ci sarà anche il presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) mons. Matteo Zuppi, uno dei nuovi predicatori della dottrina militante sociale della Chiesa. Queste sono le ragioni per le quali un associazione come Cittadinanzattiva si preoccupa e cerca di sostenere le ragioni di quella parte dei cittadini che spingono verso i diritti, a discapito certo è chiaro delle "marchette" alimentatrice dei reami della sudditanza. Per questo, come Cittadinanzattiva, ci occuperemo dopo Lisbona di aprire un cantiere di confronto sui valori dell'essere cittadino, con questa parte importante della società italiana ed europea. Vorremmo con loro dare sostanza e forza al nostro appeal: "Fare il cittadino, è il modo migliore di esserlo". Giancarlo Brunello Segretario Cittadinanzattiva Treviso

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