Giovedì, 18 Luglio 2024
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Sciopero alla Golfetto Sangati di Quinto: «A rischio il futuro di 52 famiglie»

Martedì 8 marzo due ore di mobilitazione fuori dai cancelli dello stabilimento di Quinto di Treviso, promosse dalla Fiom Cgil di Treviso. Manuel Moretto: «Chiediamo risposte puntuali e oneste all’azienda»

Preoccupazione per i 52 lavoratori della Golfetto Sangati Srl: martedì 8 marzo si sono tenute due ore di sciopero con presidio fuori dai cancelli del sito produttivo di Quinto di Treviso e parallelamente, in segno di solidarietà per i colleghi, un’ora di sciopero nelle altre sedi del Gruppo Pavan di Galliera Veneta (della multinazionale tedesca Gea), del quale è una controllata. Dopo due anni di cassa integrazione, prima Covid e poi ordinaria, si rivela ancora difficile la situazione della ditta produttrice di macchinari per la lavorazione e stoccaggio del grano. A darne notizia Manuel Moretto della segreteria provinciale della Fiom Cgil di Treviso.

Il commento

«Dopo una fase di crisi tra il 2007 e il 2010 - ripercorre Moretto - che ha visto anche una ristrutturazione societaria con l’acquisizione della Golfetto da parte del Gruppo Pavan, la ditta di Quinto di Treviso ha recuperato, così da portare nel 2018, grazie al confronto con il Sindacato, alla firma di un accordo per il riconoscimento del premio di risultato, ormai assente da dieci anni. Una parentesi positiva che ha aperto l’azienda trevigiana ai mercati del Sud America e dell’Asia, oltre che a quello europeo, tanto da essere acquisita nello stesso anno dalla multinazionale Gea, leader nel settore alimentare, farmaceutico e lattiero-caseario, comportando un nuovo assetto organizzativo e di processo all’interno dello stabilimento trevigiano, con regole dettate direttamente da Gea.

Il 2020 è l’anno del calo - continua Moretto -, con la pandemia che aggrava repentinamente una flessione produttiva già in atto fino ad arrivare alla crisi aziendale. Da allora l’apertura prima degli ammortizzatori sociali Covid e della cassa integrazione ordinaria poi, al fine di tutelare i salari e garantire i posti di lavoro. La continua riduzione degli ordini e la bassa redditività dell’azienda, congiuntamente al trasferimento di parte di attività, oggi fanno pensare al peggio. Ci sono 52 famiglie che chiedono risposte puntuali e oneste sul futuro della Sangati Srl - conclude Moretto -, per questo oggi abbiamo chiamato i lavoratori in assemblea sciopero e organizzato il presidio. Anche i colleghi degli stabilimenti del gruppo hanno contestualmente aderito a un’ora di sciopero in segno di solidarietà».

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