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Casartigiani Treviso: «Contrari al controllo giornaliero dei Green Pass»

Salvatore D’Aliberti, direttore dell'associazione che raggruppa gli artigiani della Marca: «Oltre all’aspetto burocratico, ci preoccupa la difficoltà di trovare eventuali sostituti per i lavoratori sospesi»

Il direttore di Casartigiani Treviso, Salvatore D’Aliberti, commenta con queste parole l'entrata in vigore del Green Pass nei luoghi di lavoro a partire da venerdì 15 ottobre: «Siamo favorevoli alla certificazione verde, ma l’obbligo di verifica giornaliera ha ragion d’essere nella grande impresa, non nell’artigianato. Venga data la possibilità ai titolari di conoscere la scadenza del Green pass».

La preoccupazione di D'Aliberti e degli artigiani soci riguarda infatti l'obbligo di controlli giornalieri e il timore di dover sospendere l’attività nel caso i lavoratori vengano sospesi. «Il Green Pass, insieme al vaccino, è lo strumento che ci sta consentendo di ripartire, e di tornare ad avere dei rapporti sociali - puntualizza D’Aliberti - Però non capiamo l’obbligo, esteso a tutte le imprese, di controllare quotidianamente la certificazione verde ai loro lavoratori. Una norma che trova ragion d’essere nella grande industria, ma che senso ha per aziende con quattro o cinque dipendenti? In queste imprese il titolare è spesso amico, collega e collaboratore degli stessi dipendenti; ci sono relazioni e si è quasi in famiglia. Crediamo debba essere data la possibilità al titolare di conoscere la scadenza del Green Pass, inmodo che si facciano i controlli solo all’inizio e alla scadenza. Dover controllare ogni giorno la certificazione all’interno di queste imprese suona solo come una scartoffia in più da compilare».

Oltre all’aspetto burocratico, gli artigiani sono preoccupati dalle difficoltà a trovare eventuali sostituti per i lavoratori sospesi. «Dopo cinque giorni di assenza il datore di lavoro è autorizzato a sostituirli, ma chi sarà disposto a entrare in un’azienda, in una bottega o in laboratorio per poche settimane? - si chiede D’Aliberti - E’ già difficile trovare operai specializzati sul lungo periodo, figuriamoci a queste condizioni. I tamponi ogni due giorni, con conservazione del posto di lavoro per cinque rischia di creare delle storture a danno delle aziende: come l'assenza del lavoratore fino al tampone del quinto giorno».

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