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Martedì, 7 Dicembre 2021
Attualità Sant'Antonino / Piazzale dell'Ospedale

Green Pass, Cisl Treviso: «Potenziare l’erogazione dei tamponi negli hub»

Massimiliano Paglini, segretario generale della Cisl Belluno Treviso, lancia un appello alle istituzioni e all'Ulss 2 in vista dell'entrata in vigore dal 15 ottobre della certificazione verde obbligatoria nei luoghi di lavoro

Mancano pochi giorni all’entrata in vigore del Green Pass obbligatorio nei luoghi di lavoro ma cresce la preoccupazione per la carenza di strutture che erogano i tamponi e per la difficoltà di approvvigionamento delle cliniche private al fine di garantire sino a fine anno il servizio a tutti coloro che, anziché vaccinarsi, sceglieranno l’opzione tampone per poter accedere ai luoghi di lavoro.

«Continuiamo a ritenere quella vaccinale la sola ed unica via per proteggere sé stessi e gli altri dal rischio contagio - afferma il segretario generale della Cisl Belluno Treviso, Massimiliano Paglini - ma dal momento che il Decreto prevede la possibilità di optare per il tampone per ottenere il certificato verde, riteniamo sia dovere del sistema sanitario e delle Ulss garantire costanza di approvvigionamento di tamponi alle strutture private e potenziare quelle pubbliche per assicurare il servizio, ancorchè a pagamento, a tutti coloro che dovranno tamponarsi ogni due o tre giorni fino al 31 dicembre». Per il leader della Cisl territoriale, è dunque «dovere e responsabilità del servizio pubblico consentire, in presenza di regole certe, efficienza dei servizi che eroga, incluso quello dei tamponi a chi ne farà richiesta. La priorità - prosegue Paglini - dev’essere la tutela del funzionamento delle aziende e degli uffici pubblici attraverso la garanzia per tutti di poter accedere ai luoghi di lavoro con il green pass a prescindere da come viene generato il certificato verde. Se non arriveranno rapidamente garanzie sull’erogazione dei tamponi si rischia la tempesta perfetta: da una parte la scarsità di materie prime e dall’altra possibili defezioni di lavoratori che potrebbero pregiudicare il funzionamento di intere linee produttive. È dovere di tutti gli attori in gioco agire per garantire possibilità di tamponarsi a chi sceglie di non vaccinarsi.

L’obbligo del pass - conclude Paglini - si sta dimostrando efficace per la tenuta dell’economia e della coesione sociale: a noi interessa quanto agli imprenditori che le aziende possano funzionare regolarmente e che i lavoratori possano operare in sicurezza. Per questo servono urgenti sinergie e una comunione di intenti tra organizzazioni sindacali, associazioni datoriali e Ulss: la gestione dell’emergenza durante la prima fase della pandemia, con la stesura e l’applicazione dei Protocolli per la scurezza è un esempio di come le cose possano essere gestite bene e con responsabilità se c’è un impegno comune su un unico obiettivo». Sulla novità contenuta nel Decreto capienze varato giovedì dal Governo, che prevede per i datori di lavoro la possibilità di verificare il possesso del green pass da parte dei propri dipendenti anche in anticipo e prima dell’ingresso in ufficio per garantire “l’efficace programmazione del lavoro”, Paglini sostiene che «la norma è di buon senso ed evita il caos soprattutto negli uffici pubblici e nelle aziende di media e grande dimensione; anche in questo caso riteniamo servano sinergie per semplificare il più possibile le incombenze a carico dei lavoratori senza pregiudicare la sicurezza nei luoghi di lavoro».

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