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Volante della polizia al Ca' Foncello (Foto d'archivio)

Volante della polizia al Ca' Foncello (Foto d'archivio)

Guardia medica chiusa, telefono occupato: arriva la polizia

Nel pomeriggio di sabato 19 dicembre il personale del Suem 118 ha allertato le forze dell'ordine per farsi aprire la porta della guardia medica del Ca' Foncello ma gli operatori erano al telefono con i pazienti

Linee intasate e centinaia di chiamate in questi giorni alla Guardia medica dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso. Nella tarda mattinata di sabato, 19 dicembre, un equipaggio del Suem 118, non riuscendo a mettersi in contatto con il personale in servizio, ha chiamato la polizia per farsi aprire la porta dell'ambulatorio chiuso. Una vicenda che ha sollevato un vero e proprio polverone mediatico con l'Ulss 2 che ha deciso di aprire un'indagine interna sull'accaduto e il sindacato Fimmg che ha segnalato la vicenda all'Ordine dei medici di Treviso. Peccato però che tutto sarebbe frutto di un equivoco: gli operatori non aprivano semplicemente perchè erano al telefono con altri pazienti. La linea risultava infatti occupata.

A riportare il fatto era stata "La Tribuna di Treviso". Tutto ha avuto inizio sabato, poco prima dell'ora di pranzo. Nei fine settimana sono due gli operatori di turno in Guardia medica. Sabato, per diverse ore, le linee telefoniche sono sempre rimaste occupate. Impossibile mettersi in contatto con la Guardia medica anche per un'ambulanza del Suem 118, intervenuta in un'abitazione di Treviso dopo il decesso di un paziente. Al personale medico serviva il certificato di morte. Non riuscendo a raggiungere il medico di base del defunto, gli uomini del 118 hanno chiamato la Guardia medica per farsi dare il documento senza però ottenere risposta. Dalle 11.30 alle 15 gli uffici sono chiusi e il servizio dovrebbe essere garantito solo via telefono. Peccato che le linee risultassero sempre occupate. Poco dopo le 13 il personale del Suem 118 è tornato al Ca' Foncello per suonare al campanello della Guardia medica. Nessuna risposta. I medici hanno chiesto le chiavi dell'ambulatorio in portineria ma nessuno è riuscito a trovarle. Inevitabile, a quel punto, la chiamata alla polizia che, intervenuta con una volante, ha fatto irruzione alla Guardia medica trovando i due medici entrambi al telefono sommersi da decine di chiamate. Non avevano potuto rispondere al citofono perché impegnati al centralino senza sosta.

Il sindacato Fimmg ha descritto l'intervento della Polizia come un vero e proprio blitz, accusando gli agenti di non aver voluto controllare i registri delle telefonate come suggerito dai due medici in servizio per dimostrare che non avevano staccato le linee ma erano sempre rimasti al telefono. L'Ulss 2 vuole vederci chiaro e, avviando l'indagine interna, ha deciso di analizzare tutti i tabulati telefonici della Guardia medica per controllare l'operato dei due dipendenti sommersi dalle telefonate. Controlli anche per il personale della portineria che non aveva trovato le chiavi per aprire l'ambulatorio, rendendo necessario l'intervento della Polizia.

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