Appello per i bambini: Il Melograno scrive alla ministra Azzolina

L'associazione trevigiana, che da 40 anni si occupa di maternità e nascita, chiede al Miur di tener conto dei bisogni dei piccolissimi e delle loro famiglie, in questi tempi di isolamento da Coronavirus.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

“Riuscirà Pollicino a ritrovare… la sua scuola?”. L’associazione Il Melograno di Treviso, che da 40 anni si occupa di maternità e nascita, ha scritto una lettera aperta alla ministra della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina, con l'obiettivo di “far uscire dall’invisibilità i bambini e le bambine nella fascia di età dagli zero ai 6 anni di vita”. Sono molte, infatti, le preoccupazioni e le problematiche che Il Melograno sottopone all’attenzione della ministra. “In questi giorni di isolamento e di emergenza da Coronavirus – spiegano da Il Melograno – sono frequenti le notizie che si susseguono sulla didattica a distanza. Si parla di lezioni online, votazioni, esami di terza media e di maturità. Nessuno però nomina mai le agenzie educative che si occupano dei piccolissimi, ossia asili nido e scuole d’infanzia. Nonostante sia risaputo e riconosciuto il ruolo fondamentale giocato dalle esperienze dei primi anni di vita nella costruzione della propria identità. E nonostante bambini e bambine, dall’inizio dell’attuale emergenza sanitaria, si siano trovati di colpo immersi in un tempo sospeso, senza relazioni sociali in cui potersi esprimere, non solo con i propri pari ma anche con adulti di riferimento diversi da mamma e papà”.

Come associazione che si fa portavoce dei bisogni dei piccolissimi, Il Melograno scrive al Miur: “Crediamo fortemente sia necessario, a livello politico, non solo porsi domande su come gestire l’organizzazione della didattica a distanza, ma anche interrogarsi su come la stiamo gestendo e come vorremmo gestire i mesi futuri. Il mondo delle bambine e dei bambini non può e non deve esaurirsi all’interno delle mura domestiche. Al momento attuale ci sono invece milioni di bambini in situazioni di rischio, senza protezione o in situazioni abitative e famigliari al limite o che non si possono permettere di mantenere viva una relazione con gli adulti di riferimento, a causa di mancanza di strumenti”. Il Melograno precisa: “La chiusura/apertura delle agenzie della prima infanzia, come delle scuole, non può essere un problema della singola famiglia, ma deve essere un problema di comunità. Nidi e scuole d’infanzia hanno il compito di ‘sostenere la prima funzione educativa delle famiglie’ e di ‘favorire la conciliazione tra i tempi di lavoro dei genitori e la cura dei bambini’. In questa situazione, in un’ottica di lento rientro alla normalità, i genitori che torneranno nelle fabbriche e negli uffici, come faranno? La babysitter è davvero una soluzione facilmente percorribile per i genitori? E le famiglie che prima ricorrevano all’aiuto dei nonni, generazione ora da proteggere, come faranno?”.

Un’altra questione che a Il Melograno sta a cuore è “come gestire al meglio i passaggi da un grado scolastico a quello superiore, soprattutto quelli che non prevedono un ‘rituale’ come sono gli esami. Anche questo è un problema del singolo genitore o di qualche educatrice particolarmente illuminata? O è una questione di comunità?”. Il pensiero finale che Il Melograno affida alla ministra Azzolina, è un monito di intervento. “Uno Stato o una società in grado di ripartire dai bambini e dalle bambine, sono realtà adatte a tutti. E se questa emergenza ci portasse finalmente a ripensare alla nostra società a partire dai bambini e dalle bambine? Prendersi carico dei piccolissimi e dei loro bisogni, significherà in fondo prendersi carico anche del futuro di questo Paese”.

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