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Inaugurata all'azienda Keyline di Conegliano l'attesa mostra "L'arte in fabbrica"

"La fabbrica diventa il nuovo avamposto culturale e il luogo della produzione si trasforma in luogo in cui le persone accrescono le loro competenze” ha detto il sindaco Chies

CONEGLIANO E’ stata inaugurata sabato mattina, alla presenza del sindaco di Conegliano Fabio Chies e della presidente di Unindustria Treviso, Maria Cristina Piovesana, la prima mostra di arte contemporanea allestita all’interno di una fabbrica trevigiana. Artefici di questa singolare iniziativa, la Keyline, azienda che produce chiavi e macchine duplicatrici, con la sua amministratrice unica Mariacristina Gribaudi, e il club artistico culturale Perinciso, rappresentato dalla presidente Paola Vacalebre.

La mostra (che sarà visitabile fino al 1^ giugno, il giovedì e venerdì dalle 15.00 alle 17.00; il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00), come recita il titolo “L’Arte in fabbrica. La chiave, la serratura” riunisce le opere di 41 artisti (tra essi anche Cesco Magnolato e Vico Calabrò) chiamati a interpretare con differenti decifrazioni artistiche uno strumento della quotidianità come la chiave. “La fabbrica diventa il nuovo avamposto culturale e grazie a questa mostra il luogo della produzione si trasforma in luogo in cui le persone accrescono le loro competenze” ha detto il sindaco Chies.

L’originalità di questa iniziativa è stata evidenziata anche dalla presidente Piovesana: “Mi congratulo con Keyline, azienda che ci ha abituati ad eventi innovativi capaci di dare un’immagine diversa delle nostre fabbriche, mostrandole per quelle che sono, luoghi di umanità”. Maricristina Gribaudi e Paola Vacalebre si sono invece soffermate sulla difficoltà incontrate e sulle soddisfazioni poi raccolte nel mettere in connessione due mondi diversi: la fabbrica, appunto, e l’arte.

“Di fatto – come ha spiegato Chiara Squarcina, dirigente della fondazione Musei civici di Venezia – fabbrica e arte sono accomunate dal fatto che tutto nasce da un’idea e dalla volontà di fare qualcosa per migliorare la vita”. Prima del taglio del nastro, Lorena Gava, critico e storica dell’arte, ha introdotto i numerosi ospiti presenti alla visita di una mostra che riunisce “autori diversi per età, formazione e stile”, capaci con le loro opere di “di dare vita a tante stanze dell’arte che ammiriamo chiuse o aperte, percorrendo l’intenzione del mistero o, all’opposto, della rilevazione”.

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