Nuovi spazi in città: Ca' dei Carraresi e Ca' Spineda tornano splendere d'arte e cultura

Lungo il Cagnan trovano ora posto una grande libreria, un ristorante ed uno spazio dedicato all’esposizione, alla degustazione e alla vendita di vini

Il Governatore Zaia ammira il grande quadro di Rosa Bortolan

Nella mattinata di giovedì sono stati inaugurati i nuovi spazi di Ca' dei Carraresi e la nuova ala espositiva di Ca’ Spineda alla presenza del Presidente della Fondazione Cassamarca Luigi Garofalo, del sindaco di Treviso Mario Conte, del Presidente della Provincia Stefano Marcon e del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia che ha tagliato il nastro. Al piano terra di Casa dei Carraresi trovano da oggi collocazione una grande libreria, un ristorante, uno spazio dedicato all’esposizione, alla degustazione e alla vendita di vini e tutto ciò si aggiunge alle attività tradizionalmente ospitate in loco come mostre, conferenze ed eventi musicali.

Dopo il taglio del nastro a Casa dei Carraresi, è stato aperto ufficialmente anche il nuovo spazio espositivo di Ca’ Spineda: 800 metri quadrati di allestimenti sviluppati su due piani, 100 opere esposte, una biblioteca di circa 10 mila volumi e 110 metri lineari di archivi storici. Anche questo nuovo spazio è aperto al pubblico che, su prenotazione, potrà ammirare la vasta collezione d’arte e la biblioteca costituitasi in anni di acquisizioni e donazioni. Si tratta di una collezione d’arte che comprende opere talvolta inedite e altre volte ben note per essere state prestate a musei importanti, italiani e stranieri. Ogni sala è dedicata a un tema: i Ciardi, Tradizione e sperimentalismi, Ritratti, Paesaggi e ritratti di quotidianità, Acquaforte e Disegni.

Ricco anche il patrimonio librario che trova collocazione sia in alcune delle sale espositive che in uno spazio al piano terra dedicato anche alla consultazione. Un allestimento dei nuovi spazi tutto nuovo e curato degli architetti Gianfranco Trabucco e Guido Jaccarino. Sono invece circa 10 mila i volumi messi a disposizione di studenti e cultori dell’arte: dal lascito di mons. Gino Bortolan, con le oltre 3300 opere dedicate all’arte, a una parte della biblioteca della Fondazione Cassamarca che comprende circa 7000 volumi d’arte, architettura e paesaggio. Curatore dell’esposizione artistica è il prof. Giorgio Fossaluzza, docente nell’Università di Verona, che è anche l’autore del volume “Pittori a Treviso e nella Marca tra Otto e Novecento, con sguardi a Venezia”. L’opera, edita per l’occasione, illustra il percorso espositivo e la collezione d’arte della Fondazione Cassamarca.

Queste le parole del sindaco di Treviso, Mario Conte, a margine dell'inaugurazione: «Quello che presentiamo oggi è uno spazio a 360º gradi per la cultura, per una città che sta investendo sull’arte e la bellezza. Treviso ha le caratteristiche per essere una piccola Atene, anche perché come Amministrazione abbiamo investito molto. Ad esempio 3,5 milioni di euro sul Museo Bailo, 1,5 milioni per completare la riqualificazione di Santa Caterina, 500mila euro per Casa Robegan e 2 milioni stanziati per la Biblioteca Zanzotto. Vogliamo infatti consegnare ai trevigiani e ai visitatori spazi attrattivi e in grado di offrire più servizi, aspetti che il Covid non può e non deve scalfire».

Così, invece, il Governatore del Veneto, Luca Zaia: «Oggi è un gran giorno per il Museo di Fondazione Cassamarca a Ca’ Spineda, nel cuore di Treviso. Vi sono esposti i dipinti di Ottocento e Novecento di Fondazione, per la prima volta in un percorso ragionato. Un tempo spazio per gli uffici della Fondazione, oggi Ca' Spineda viene riconvertita in pinacoteca aperta alla città: tra le stanze una selezione di ben 104 capolavori della pittura veneta, in gran parte inediti. Tra le opere anche sei disegni inediti di Guglielmo Ciardi, posti in ingresso per accompagnare il visitatore al cuore della mostra: la sala con tutti i dipinti di famiglia. L’opera simbolo della collezione è però "Mese di Novembre" di Guglielmo Ciardi, il capolavoro del pittore datato 1869, che raffigura la campagna trevigiana. Oltre ai dipinti di Guglielmo ed Emma Ciardi, emergono inoltre le tele di Teodoro Wolf Ferrari, Serena, Juti Ravenna, Barbisan, Luigi Nono e Bepi Fiabano. Sorprende infine l’ultima sala, con una selezione di volumi e il grande quadro di Rosa Bortolan che raffigura un’occasione storica: l’incontro avvenuto a Treviso il 2 maggio 1860 tra Napoleone Bonaparte e il provveditore straordinario Angelo Giustinian Recanati. Ma non è tutto, perché il Museo è dotato anche di uno spazio più contemporaneo da destinare a mostre temporanee e di una delle migliori biblioteche d’arte del Nordest che conserva tutti gli atti dell’antico Monte di Pietà, addirittura a partire dal 1496».

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