Venerdì, 25 Giugno 2021
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Vaccinazioni, Benazzi difende l'infermiera: «Non è una No Vax»

Il direttore dell'Ulss 2 interviene sul caso dell'infermiera sotto accusa per una dose di vaccino non somministrata al vax point di Lughignano: «Spero venga fatta chiarezza»

Il direttore dell'Ulss 2, Francesco Benazzi

Francesco Benazzi, direttore dell'Ulss 2 - Marca trevigiana difende l'infermiera, in servizio al vax point di Lughignano (Casale sul Sile), accusata da un carabiniere di non avergli somministrato la dose di vaccino anti-Covid.

Ai nostri microfoni il direttore dell'azienda sanitaria commenta gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda: «Ho contattato personalmente l'infermiera, ancora molto scossa per quanto è accaduto. Si tratta di una signora 60enne che in genere presta servizio volontario per Adi (l'Assistenza domiciliare integrata). Oggi l'infermiera è stata sottoposta al nostro audit interno - continua Benazzi - Secondo la sua versione dei fatti, lei è convinta di aver seguito la procedura completa ed aver somministrato la dose di vaccino al carabiniere. Non siamo davanti a un nuovo caso Petrillo, quest'infermiera è una lavoratrice stimata e si era già vaccinata contro il Covid. Anche in passato, non aveva mai rifiutato nessuna vaccinazione. Non è un'infermiera No Vax, questo possiamo garantirlo. E' plausibile però - aggiunge il direttore dell'Ulss 2 - che una svista o una distrazione improvvisa non le abbia fatto somministrare la dose: 0,3 millilitri di vaccino sono davvero pochi quindi potrebbe non essersi accorta di non aver svuotato la siringa. L'Ulss 2 rimane comunque a disposizione degli inquirenti. Personalmente spero venga fatta chiarezza al più presto sulla vicenda. L'unico modo per essere certi che il vaccino sia stato somministrato sarebbe sottoporre il carabiniere a un "titolo anticorpale" in grado di attestare l'avvenuta vaccinazione. Si tratta però di un test sierologico su base volontaria che, se il militare non vorrà fare, potrà essere disposto solo dal magistrato incaricato di seguire la vicenda» conclude Benazzi.

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