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Inps Treviso, carenza di personale: prosegue lo stato di agitazione

Martedì 11 aprile il vertice in Prefettura. Riduzione degli orari di apertura al pubblico in fase di valutazione. Possibili alcune chiusure delle sedi periferiche, avviata la valutazione dello stress da lavoro correlato

Carenza di personale all’Inps di Treviso, prosegue lo stato di agitazione dei lavoratori dichiarato da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Unsa, Flp, Usb e Confintesa dopo le assemblee e il presidio della scorsa settimana davanti alla direzione centrale di viale Trento e Trieste. Una delegazione sindacale ha incontrato martedì 11 aprile, dinanzi al viceprefetto di Treviso Andrea Celsi, la direttrice provinciale dell’Inps Roberta Carone per un confronto sulla grave carenza di organico che sta mettendo in ginocchio gli uffici Inps della Marca.

Carenza di personale

I rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno sottolineato che le prossime immissioni in servizio sono in numero inferiore rispetto alle uscite già programmate e hanno affermato la necessità di rivedere, a livello centrale, i criteri di assegnazione dei neoassunti, che attualmente sono legati alla mole di arretrato che si registra nelle diverse sedi Inps e che determinerebbero effetti distorsivi e penalizzanti per le sedi più virtuose. La sede di Treviso negli ultimi 10 anni è infatti passata da un organico di oltre 300 unità alle attuali 190. Delle 4.800 assunzioni previste da Inps per il 2023 solo 31 verranno assegnate alla Marca, numero che, oltre a essere insufficiente, non tiene conto che almeno 40 lavoratori lasceranno quest’anno il territorio provinciale. Quindi una sede già in gravissima sofferenza vedrà diminuire ulteriormente il personale senza tener conto che nel 2024 vi saranno una decina di pensionamenti.

Il vertice

I sindacalisti in Prefettura hanno espresso «preoccupazione per la continuità del servizio, specie da parte delle agenzie territoriali la cui forza lavoro è ormai estremamente ridotta, una situazione - hanno ribadito le organizzazioni sindacali - che sta provocando un forte disagio nel personale rimasto in servizio». Per questo hanno avanzato alla direttrice dell'Inps la richiesta, accolta dalla dottoressa Carone, di avvio di una valutazione dello stress da lavoro correlato. «È più che mai necessaria - hanno concluso - l'adozione di nuove misure organizzative per la distribuzione del lavoro, evitando al contempo penalizzazioni per i dipendenti legate al mancato conseguimento di obiettivi che non sono raggiungibili proprio a causa della carenza di personale».

La direttrice provinciale dell’Inps, Roberta Carone, ha evidenziato che le assegnazioni di nuovo personale non possono essere stabilite dalla direzione provinciale, fermo restando che la situazione dell'organico nella provincia di Treviso è stata segnalata agli uffici competenti. Ha fatto presente che, in raccordo con la Direzione Regionale, è allo studio la possibilità di distribuire alcuni processi di lavoro ad altre sedi, nell’ottica di riequilibrare i carichi di lavoro rispetto al personale in servizio. Per il momento - ha fatto sapere - non è prevista la chiusura di sedi periferiche, ma sul punto verrà rifatta una rivalutazione dopo le assunzioni in programma tra metà aprile e giugno. Già in fase di valutazione invece la rimodulazione degli orari di apertura al pubblico. I rappresentanti sindacali intervenuti, pur apprezzando le parole della direttrice, hanno sottolineato che le questioni poste trascendono dall’ambito provinciale e richiedono una risposta a livello centrale.

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