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Fiume Piave: i lavori per il deflusso sono costati quasi tre milioni di euro

Nel tratto tra Ponte di Piave e San Biagio di Callalta stanno per terminare i lavori che porteranno il fiume sacro alla Patria a un miglior deflusso delle acque

Si concluderanno entro la fine dell’anno i lavori per migliorare le condizioni di deflusso del Piave nei Comuni di Ponte di Piave e San Biagio di Callalta. Gli interventi, avviati nel luglio del 2017, dopo un periodo di sospensione forzata a causa del livello sostenuto del fiume nel periodo primaverile, sono ripresi con l’inizio della scorsa estate.

«Il cantiere sta ora proseguendo con lo scavo e la sistemazione della parte residua del tratto del Piave a valle del ponte stradale sulla Postumia e del ponte ferroviario – fa presente l’assessore alla Difesa del Suolo Gianpaolo Bottacin -. Il cantiere in corso, che si estende su un’area lunga 1.200 metri e larga 150 metri, consiste in una serie di interventi diffusi di movimentazione e asporto di circa 200.000 metri cubi di materiale litoide, oltre a tagli di alberature sul fiume per favorire la capacità di deflusso migliorando la sicurezza idraulica». Questi lavori, del valore di 1,2 milioni di euro, rappresentano un primo stralcio di un intervento complessivo che riguarda ben 2,3 chilometri di fiume: «Nella primavera del 2019 partirà quindi un altro cantiere che è la prosecuzione di quello in corso e per il quale investiremo altri 1,1 milioni di euro». 

Sopralluogo sul Piave fatto a suo tempo da Bottacin-2L’iter per l’affidamento di questo ulteriore intervento, in programma a valle dell’attuale a Ponte di Piave ma che coinvolgerà anche i Comuni di Zenson, San Biagio e Salgareda, è già avviato e si stima che l’individuazione della ditta appaltatrice avverrà entro la fine dell’anno. «In base al progetto definitivo – dettaglia ulteriormente l’assessore - , in questa nuova fase si prevede il taglio delle alberature e il prelievo del materiale litoide che si è accumulato nell’alveo, eliminando due isolotti formati da detriti e vegetazione, per poi depositare il materiale sulle sponde del fiume, rafforzando così le naturali opere di difesa idraulica del territorio. In questo secondo tratto il volume di materiale movimentato sarà di ulteriori 70.000 metri cubi». Il cantiere potrà partire nei primi mesi del 2019. Una volta completata l’opera si avrà quindi una ricalibratura dell’alveo del Piave che potrà mitigare il rischio idraulico in un nodo delicato quale è quello di Ponte di Piave, sia per le caratteristiche della sezione molto stretta sia per la presenza dei ponti, stradale e ferroviario, che interferiscono con il libero deflusso delle acque. «Va detto che sempre sul territorio di Ponte di Piave – conclude Bottacin - nel 2017 era già stato realizzato e completato anche un ulteriore lavoro da 500.000 euro in località Casa Brusada, in cui si era provveduto alla sistemazione di opere idrauliche già esistenti, per un investimento sull’area quindi di quasi 3 milioni di euro. Nello specifico si era infatti proceduto all’integrazione di un pennello esistente con allungamento dello stesso di una trentina di metri per migliorarne l’efficienza idraulica e proteggere la sponda dell’alveo attivo. Inoltre era stato realizzato un ulteriore pennello per circa 70 metri di estensione, così da ridurre l’erosione della sponda sinistra del Piave. Sulla stessa zona era stato attuato un intervento di manutenzione dell’alveo con asporto del materiale in eccesso, allargando la sezione di deflusso in corrispondenza delle opere realizzate, oltre alla ricostruzione con riporto di materiale inerte su un tratto di sponda in erosione verso monte».

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