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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Attualità Codognè

A 23 anni Emina torna a “camminare” grazie ad un intervento innovativo

La giovane atleta di Codognè, grazie al prof. Nicola Portinaro (primario dell’Ortopedia Pediatrica dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano), può ora vivere una vita più "autonoma"

Quella di Emina ?ori?, ragazza disabile che vive insieme alla famiglia a Codognè, è una storia che parla di sofferenze e sconfitte, ma anche di un'importante rivincita resa possibile grazie all'intervento provvidenziale di un luminare dell’ortopedia che le ha cambiato per sempre la vita. Affetta fin dalla nascita da Paralisi Cerebrale Infantile, nello specifico da tetraparesi spastica (una patologia neuromotoria che si manifesta impedendo progressivamente i movimenti degli arti), la 23enne originaria della Bosnia e oggi “trevigiana d’adozione” ha nel tempo dovuto fare i conti con circa una ventina di interventi chirurgici, quasi uno all’anno, per cercare di vivere giorno dopo giorno una vita il più “normale” possibile nonostante la malattia. Nonostante tutto, però, la tetraparesi spastica di Emina è stata spesso vista come un caso senza particolari margini di miglioramento, almeno fino a qualche settimana fa. 

L’ultimo di questi interventi è stato difatti effettuato lo scorso 23 novembre ad opera del prof. Nicola Portinaro, primario dell’Ortopedia Pediatrica dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (MI) oltre che ideatore e direttore scientifico della Fondazione Ariel che mira ad aiutare i bambini con patologie neuromotorie. All’interno della Fondazione, infatti, le famiglie possono trovare un’assistenza completa che comprende anche aiuti psicologici, legali e medici. Il prof. Portinaro, grazie ad un intervento minimamente invasivo e rivoluzionario (che tanti colleghi non avevano avuto il coraggio di tentare in precedenza), è difatti riuscito ad operare Emina in Day Hospital effettuando un allungamento miotendineo sul lato sinistro del corpo. Una svolta epocale per la 23enne visto che, dopo l’operazione, è finalmente riuscita ad estendere la gamba e ad appoggiare il piede a terra senza più essere costretta a “camminare” in punta di piedi assistita da altre persone. L’intervento rivoluzionario le ha dunque portato una nuova autonomia di movimento che solo fino a qualche anno fa era del tutto insperata, tanto che adesso Emina è pronta a trasferirsi proprio a Milano così da essere il più vicina possibile agli specialisti del settore per continuare il suo percorso riabilitativo.

«Nel prof. Portinaro ho trovato una splendida persona ed un medico di altissimo livello. Quello che lo distingue, oltre alle competenze nella gestione delle patologie neuromotorie che lo portano ad un livello internazionale, è la capacità di farti affrontare la malattia col sorriso, il tutto facendoti arrivare a risultati inimmaginabili, conquistando miglioramenti che per quanto a volte possano sembrare piccoli agli altri per noi sono in realtà enormi. La sua costante ricerca in questo settore mi ha dunque portato delle emozioni indescrivibili» chiosa Emina. «L’esistenza con una disabilità è pur sempre una vita che va vissuta. Per questo ho deciso di vedere la malattia come una compagna di viaggio cercando di dimostrare come la mia condizione non sia un ostacolo – conclude Emina – Ora, grazie al prof. Portinaro, ho però ripreso in mano la mia vita e questo vuole essere anche un segnale di coraggio per tutti quei bambini che stanno affrontando un percorso simile al mio. Grazie alla ricerca e ai professionisti del settore il futuro per tutti noi malati sarà, almeno in parte, più semplice».

Chiunque volesse effettuare una donazione alla Fondazione Ariel per la ricerca sulle sinergie muscolari, tramite la Rete del Dono, può cliccare a questo link.

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