Ischia vieta l'accesso ai veneti, poi ci ripensa: ordinanza annullata

I sindaci dei sei comuni dell’isola avevano firmato un’ordinanza di divieto di sbarco per i residenti in Lombardia, Veneto, e per i cittadini cinesi. Il Prefetto ha annullato tutto

In foto l'isola di Ischia

I sindaci dei sei comuni dell’isola di Ischia hanno firmato un’ordinanza che prevede il divieto di sbarco per i residenti in Lombardia e in Veneto, per i cittadini cinesi provenienti dalle aree dell’epidemia e per chi vi abbia soggiornato negli ultimi quattordici giorni.

Isola

I sei primi cittadini sono consapevoli dell’elevato volume di arrivi di turisti sull’isola, anche nel periodo invernale. Disponendo però di un solo ospedale e considerando la difficoltà dei collegamenti, preferiscono limitare i rischi. L’ordinanza sarà in vigore fino al 9 marzo anche se non è così chiaro come riusciranno a farla rispettare viste le modalità di imbarco dai diversi porti, per l'isola, che non prevedono controlli o filtri.

Ordinanza annullata

Il prefetto di Napoli, Marco Valentini, ha annullato l'ordinanza firmata domenica pomeriggio dai sindaci dei comuni dell'isola di Ischia per bloccare gli sbarchi dei turisti provenienti da Lombardia e Veneto. Valentini sottolinea «i profili di illegittimità rilevati nell'ordinanza, ingiustificatamente restrittiva nei confronti di una vasta fascia della popolazione nazionale e non in linea con le misure sinora adottate dal Governo». L'ordinanza prevedeva fino al 9 marzo il divieto di sbarco sull'isola di Ischia per i residenti in Lombardia e in Veneto, per i cittadini cinesi provenienti dall'aree dell'epidemia e per chi vi abbia soggiornato negli ultimi 14 giorni. Nell'ordinanza i sindaci sottolineano l'elevato volume di arrivi turistici sull'isola anche nel periodo invernale, e le difficoltà che comporterebbe dover fronteggiare casi di contagio in un territorio come quello ischitano, che dispone di un solo ospedale ed è svantaggiato dal punto di vista dei collegamenti. Il divieto di accesso temporaneo, secondo quanto scrivono i sindaci, dovrebbe essere fatto rispettare da «polizia municipale e forza pubblica", mentre "le competenti autorità sanitarie locali" dovrebbero realizzare "presidi sanitari prima degli imbarchi per l'isola».

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