Kidiliz Group in crisi, nella Marca a rischio i due punti vendita

L’azienda di abbigliamento per bambini è in procedura di amministrazione controllata in Francia. In Italia ha 150 punti vendita e una decina di dipendenti nella Marca

Lavoratrici Kidliz

È allarme per i lavoratori italiani di Kidiliz Group, azienda attiva nel commercio di abbigliamento per bambini e proprietaria dei marchi Absorba, Catimini e Z. L'azienda in Francia è entrata in una procedura di amministrazione controllata, destino toccato anche alla filiale italiana con i suoi oltre 600 dipendenti e una rete di distribuzione di circa 150 negozi, due dei quali nella Marca, a Villorba e al centro commerciale Conè di Conegliano.

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Passando nel 2018 alla proprietà del gruppo cinese Semir, Kidiliz avrebbe dovuto avviare un percorso di riorganizzazione e di rilancio e invece, dopo un rapido peggioramento, la situazione è precipitata nel giro di poche settimane. “Ora la stessa continuità operativa dell’azienda è in dubbio, con i punti vendita ormai all’osso in termini di approvvigionamento: stanno infatti esaurendo le scorte dell’abbigliamento estivo senza aver ricevuto le forniture di cambio stagionale - spiega Wilma Campaner della Filcams Cgil di Treviso, la sigla sindacale alla quale la decina di lavoratori dei due punti vendita trevigiani si è rivolta - Abbiamo verificato che i dipendenti si sono visti sospesa una parte delle retribuzioni e degli istituti contrattuali, come tfr e fondo bilaterale - continua la Campaner - Dopo le tante richieste senza risposta rivolte dai sindacati per avviare una procedura omologa o secondaria di concordato in Italia, e la possibilità di apertura di ammortizzatori sociali a tutela dei lavoratori, giovedì 15 ottobre si è conclusa la raccolta delle offerte di acquisto prevista dalla procedura francese ma non abbiamo nessuna notizia in merito. Crediamo che potrebbero esserci investitori interessati al ramo italiano del gruppo - aggiunge la funzionaria della Filcams Cgil trevigiana - anche perché non è stata data adeguata comunicazione di tale bando in Italia né tantomeno sono stati coinvolti i livelli istituzionali del nostro Paese. L’esito della procedura resta dunque ancora ignoto - denuncia la Campaner - lasciando grande incertezza sul destino dell'azienda e dei dipendenti. Per questo i lavoratori, in stato di agitazione, vogliono protestare per le mancate informazioni e per le scarse tutele che stanno ricevendo, in gioco il loro posto di lavoro e il loro reddito».

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