La psicologia contorta delle uniformi

In un momento in cui la sfiducia nei confronti della polizia dilaga, anche il ruolo delle uniformi indossate, possono ulteriormente affaticare la sfiducia

Mentre le proteste per la morte di George Floyd si intensificano negli Stati Uniti, le forze dell’ordine, affrontano la folla e i disordini come in guerra.

Sabato a Minneapolis, la polizia brandiva manganelli e indossava elmetti con visiere, stivali alti fino al ginocchio e giubbotti antiproiettile. Scene simili non sono nuove.

Sembra essere una zona di guerra, quando gli agenti di polizia indossano uniformi scure da combattimento con al seguito fucili M14 e M16. La polizia vuole proiettare uno spettacolo di forza e un modo per farlo è proprio attraverso la pura presenza in uniforme. In un momento in cui la sfiducia nei confronti della polizia è dilagante, queste uniformi mettono ulteriormente a dura prova il rapporto degli ufficiali con le comunità che in teoria dovrebbero e vorrebbero essere protette.

L’impatto psicologico delle uniformi militari

Le uniformi della polizia non sono solo capi utilitari; gli studiosi di giustizia penale affermano che sono anche progettati per proiettare potere simbolico. Pensiamo all’uniforme blu uniforme della polizia, progettata per dare l'impressione di sicurezza e competenza, mentre le uniformi da combattimento segnalano il potenziale di violenza. Numerosi studi, hanno scoperto che i cittadini percepiscono gli agenti di polizia vestiti di nero o di blu tradizionale, come più amichevoli e più onesti di quelli che indossano abiti mimetici..

Non ci sono stati studi approfonditi sul fatto che la polizia che indossa abiti in stile militare, abbia maggiori probabilità di agire violentemente, ma c'è una buona ragione per intendere che la polizia tenda a indossare questa attrezzatura in situazioni molto cariche come le proteste, il che rende difficile sapere se l'uniforme o il contesto, guidino il comportamento.

Ma usando altri studi psicologici, si crede che le uniformi che oscurano il viso e il corpo, abbiano maggiori probabilità di indurre chi le indossa ad agire violentemente. E mentre le uniformi della polizia mostrano il nome dell'ufficiale su un badge e tendono a lasciare il viso e la testa scoperti, le uniformi in stile militare rendono più difficile identificare la persona che lo indossa. Questo porta a ciò che gli psicologi chiamano "disindividuazione", il che significa sentirsi disconnessi alla propria identità, compresi passato e futuro.

Si abbandona la connessione con la propria educazione morale e l'impatto che le azioni avranno in futuro, finendo per essere più suscettibile alla pressione situazionale. Le uniformi militari disinibiscono il comportamento morale, spingendo alla violenza.

Inoltre, bisogna considerare la violenza bidirezionale. È probabile che un'uniforme in stile militare disumanizzi l'ufficiale, rendendo più facile per il manifestante agire in modo aggressivo nei suoi confronti. Quello che si ha davanti, è inteso come nemico senza volto: non più persone. In altre parole, l'equipaggiamento da combattimento può trasformare una protesta tesa, in un’esca.

Un passo indietro

Un ritorno a un'uniforme della polizia blu o nera più tradizionale, anche nel contesto del controllo della folla durante le proteste, potrebbe contribuire a ristabilire la fiducia tra cittadini e ufficiali. Ritorniamo agli USA, dove l'uniforme blu indossata dagli agenti di polizia risale al 1800, ed è simbolicamente diversa da quella che vediamo in molte delle attuali proteste. "Il modo in cui le uniformi erano originariamente concepite, era quello di aiutare le persone a identificare prontamente chi era un ufficiale di polizia per cercarle assistenza e non minaccia.

Molte divise statunitensi, sono state ispirate dai disegni di Sir Robert Peel, che ha creato divise nel 1829 per il Metropolitan Police Service di Londra, Peel credeva che la polizia dovesse guadagnare il rispetto dei cittadini, per evitare l'uso della forza fisica. La ricerca mostra che i cittadini associano ancora la tradizionale uniforme scura indossata da ufficiali americani e britannici, con forme di polizia meno violente.

Dopo tre decenni, la polizia è stata dotata di strumenti progettati per la guerra, oggi, sembra dunque dura la battaglia di smilitarizzazione delle forze di polizia. Ci si augura di poter tornare in un mondo in cui gli agenti di polizia non sono armati sino ai denti, certo, il cambiamento non avverrà necessariamente dall’oggi al domani, ma valutare un’azione calmierante in primis psicologica, è un inizio.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ressa per le scarpe Lidl corsa all'acquisto: esaurite anche a Treviso

  • Cocaina e marijuana in casa, brigadiere dei carabinieri in manette

  • Covid, Zaia: «I dati in Veneto sono buoni, non meritiamo la zona arancione»

  • Malore improvviso al rifugio: 62enne muore tra le braccia della compagna

  • Pooh, nuovo disco dopo la morte di D'Orazio: «Le canzoni della nostra storia»

  • Non pagano l'affitto, i proprietari cambiano la serratura e li chiudono fuori

Torna su
TrevisoToday è in caricamento