Grande distribuzione, Irone: «Screening anche per i 9mila lavoratori trevigiani»

Alberto Irone, segretario della Filcams Cgil Treviso, chiede tutele e controlli per tutelare la salute dei lavoratori impiegati in supermercati e grandi magazzini della Marca

Non sono stati inseriti dalla Regione del Veneto tra i soggetti invitati a partecipare al programma di screening, ma gli addetti della grande distribuzione, circa 9mila in provincia di Treviso, sono stati e continuano a essere lavoratori tanto a rischio in conseguenza della mansione che svolgono quanto indispensabili.

Se il lockdown si è praticamente concluso, la fase di allerta resta alta, così continuare a monitorare fasce di popolazione, in particolare la più esposta, dovrebbe rappresentare una condizione chiave per preservare la salute di tutti”. Ad affermarlo è Alberto Irone, segretario generale della Filcams Cgil di Treviso, facendo appello al governo regionale e all’Ulss 2 Marca Trevigiana perché si proceda verso un’estensione dello screening a tutti i lavoratori delle filiere considerate essenziali durante le settimane di picco dell’epidemia.

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«Partiamo dai grandi gruppi della distribuzione – fa i nomi Alberto Irone, segretario Filcams Cgil Treviso – nel territorio provinciale contiamo Despar, Coop, Unicomm, Crai, Tosano, Iper Montebello, Pam Panorama, Alì, Conad, Spak Market, Simply Sma, Bennet, Cadoro e Winner Eat’s ma anche diverse centrali logistiche della provincia. Solo a loro fanno capo ben oltre 6mila dipendenti che non si sono mai fermati, e che hanno con senso di responsabilità e professionalità svolto quotidianamente il proprio lavoro. Oggi – continua Alberto Irone –, in questa fase delicata, è più che doveroso, dopo gli applausi e gli encomi da parte dell’opinione pubblica per il lavoro sostenuto in questi mesi, farsi carico della loro salute e di quella delle loro famiglie, e allargare lo screening anche a quei comparti che sono stati essenziali nell'affrontare il momento più duro e difficile dell’emergenza».

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