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Giovedì, 22 Febbraio 2024
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Lavoro in Veneto, Zaia: «Più assunzioni e meno cassa integrazione»

Dati incoraggianti dall'ultima Statistica Flash, intitolata "Il lavoro è in marcia", diffusa dall’Ufficio di statistica regionale. Il commento del Governatore: «A Treviso e Belluno livelli occupazionali del 68,2%»

«Con le assunzioni che crescono del 14% rispetto al 2021 ed un tasso di occupazione nel terzo trimestre del 2022 del 67,8% rispetto al 65,7 del terzo trimestre dell’anno precedente, possiamo dire che la ripresa ha messo la marcia. A spingere l’economia è soprattutto il turismo, settore che assume il 33 per cento in più, mentre si ricorre sempre meno agli aiuti della cassa integrazione. In Veneto, nella fascia d’età 20-64 anni il tasso di occupazione è pari a 72,6%, facendo ben sperare di avvicinarsi al target europeo da raggiungere entro il 2030 del valore del 78%». A dirlo, sabato 4 febbraio, è il presidente del Veneto, Luca Zaia, commentando quanto emerge nell’ultima Statistica Flash, intitolata "Il lavoro è in marcia", diffusa dall’Ufficio di statistica regionale.

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«Dati significativi fotografano la buona situazione di quasi tutte le province venete. In particolare, Belluno e Treviso spiccano per i livelli occupazionali più elevati: 68,2% è il tasso di occupazione di entrambe, valore che le classifica nella top ten della graduatoria delle migliori fra tutte le province italiane (Treviso si posiziona all’ottavo posto e Belluno al decimo) - prosegue il Governatore -. Il gender gap rimane un punto di debolezza nel mercato del lavoro: donne, giovani e stranieri sono i soggetti più fragili e questa disuguaglianza si è accentuata con la crisi sanitaria ed economica - conclude Zaia -. Sicuramente una leva importante è l’istruzione. Infatti, al crescere del titolo di studio diminuisce la disoccupazione. Lo dicono i numeri. Nella fascia 15-34 anni, con laurea, il tasso di occupazione è del 71 per cento. Per questo motivo è importante contrastare il fenomeno dei Neet e dell’abbandono scolastico precoce: solo fornendo ai ragazzi gli strumenti adeguati e un buon bagaglio di competenze essi saranno in grado di superare le disuguaglianze che caratterizzano la società. I giovani veneti si trovano in una posizione molto favorevole rispetto ai coetanei delle altre regioni: la percentuale di Neet è pari al 13,9%, la più bassa d’Italia, e il tasso di abbandono scolastico è in calo, pari al 9,3%. Entrambi gli indicatori presentano una situazione performante del Veneto per il raggiungimento dei target europei fissati, in entrambi i casi, al 9% entro il 2030».

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