Scandalo bonus, Barbisan "ripescato": lavorerà nello staff di Da Re

L'europarlamentare della Lega ufficializza, con un post su Facebook, la decisione che aveva già preso prima delle elezioni regionali e apre le porte all'ex consigliere regionale

L'europarlamentare Gianantonio Da Re con i suoi collaboratori, tra cui Barbisan

"Serata con il miei collaboratori!". Una foto pubblicata mercoledì sera sulla sua pagina Facebook, in cui compare a cena in compagnia del suo staff in un noto locale vittoriese, certifica una decisione che l'europarlamentare della Lega, Gianantonio Da Re, aveva già maturato da settimane: tra i suoi collaboratori ci sarà anche Riccardo Barbisan. L'esponente del Carroccio, ex consigliere regionale, era stato escluso dalle liste elettorali per le elezioni che si sono svolte domenica e lunedì scorsi a causa dello scandalo che lo ha investito, quello del Bonus Covid-19. La notizia di questo "paracadute" (subentrerà a Paolin che è stato ripescato alla Camera dopo i riconteggi dei voti delle politiche del 4 marzo 2018) era già trapelato nelle scorse settimane.

La vicenda è ben nota. Barbisan, pur ricevendo un ricco stipendio da consigliere regionale (circa 8mila euro), aveva richiesto e ottenuto dall'Inps ben due buoni da circa 600 euro che aveva poi devoluto al fondo comunale per l'emergenza e alla Pro Loco di Canizzano e San Vitale. Il presidente di questa realtà, proprio in seguito a questa donazione, aveva poi chiesto ai residenti di sostenere la candidatura di Barbisan. Lo stesso Barbisan resta per ora capogruppo della Lega in consiglio comunale a Treviso: non si esclude che possano arrivare sorprese anche su questo fronte.

Come prevedibile (e previsto) la Lega salva il soldato Barbisan (ma lo dice dopo le elezioni)

Come nelle più consolidate tradizioni militari il soldato Barbisan non poteva essere abbandonato al suo destino dopo essere stato costretto a rinunciare alla ricandidatura in Regione a seguito della triste vicenda "bonus Covid". È arrivato il paracadute dell'incarico di assistente dell'eurodeputato leghista Da Re. Ovviamente, il costo è a carico del Parlamento Europeo e, quindi, dei cittadini. La Casta Padana non lascia indietro nessuno dei suoi, ma il conto lo paghiamo noi contribuenti. Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di un "caso", di una "anomalia" ma a smentirlo è il fatto che Barbisan sostituisce alle dipendenze di Da Re l'attuale parlamentare Paolin che, a sua volta, era entrato nello staff dell’europarlamentare vittoriese dopo la mancata elezione al Parlamento nel 2018 (ora rovesciata dal riconteggio delle schede che ha portato Paolin a Roma). Insomma, quello leghista è un vero e proprio metodo, il metodo della Casta Padana che garantisce ai propri esponenti momentaneamente caduti in disgrazia politica posti a carico dei contribuenti, siano essi nelle istituzioni rappresentative o nei consigli d'amministrazione delle società partecipate, degli enti, dei consorzi. Passato il periodo di "esilio" poi, i "momentaneamente incandidabili" si riaffacciano sulla prima scena elettorale utile... Non c'è niente da fare, per la Casta Padana la concezione proprietaria delle istituzioni è necessaria per poter continuare a nutrire il proprio corpaccione di posti di sottopotere, prebende, poltrone e indennità. Visto, però, che il salvataggio avrebbe potuto apparire inelegante anche a qualche potenziale elettore leghista, la sua “ufficializzazione” è avvenuta a urne chiuse, sia mai che rendendola di pubblico dominio prima si rischiava di perdere qualche voto alle regionali… In questo quadro, ovviamente, è impossibile che Barbisan si dimetta dal Consiglio Comunale di Treviso mentre è possibile che all’interno del gruppo consiliare leghista si approfitti dell’occasione per sostituirlo con qualcun altro come capogruppo ai Trecento. Gli equilibri interni alla Lega pesano ben più del buon gusto…

Luigi Calesso

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