Coronavirus, il Vescovo di Treviso scrive ai sindaci: «Non siete soli in questa sfida»

Monsignor Michele Tomasi ha inviato a tutti i sindaci della sua Diocesi un messaggio di speranza e ringraziamento in occasione dell'avvicinarsi delle festività pasquali

Il Vescovo Michele Tomasi (Foto d'archivio)

«Mi permetto di rubarvi un poco del prezioso tempo che state dedicando - in condizioni di emergenza - alla gestione del bene di tutti, per assicurarvi la mia vicinanza, il mio sostegno, la mia preghiera». 

Inizia con queste parole la lettera del vescovo di Treviso, Michele Tomasi, indirizzata a tutti i sindaci, gli amministratori e i rappresentanti politici eletti nel territorio della Diocesi di Treviso, per ringraziarli del loro impegno in questo tempo e per fare loro gli auguri per la prossima Pasqua. «Il bene comune - ricorda il Vescovo - non consiste nella semplice somma dei beni particolari dei vari soggetti sociali, ma esso è di tutti e di ciascuno, indivisibile, e che solamente insieme è possibile raggiungerlo, accrescerlo e custodirlo, anche in vista del futuro. Prego e preghiamo tutti perché questa fase di emergenza passi presto. Anche dopo la graduale rimozione delle attuali limitazioni saremo però chiamati ad affrontare sfide grandi ed impegnative. Non sarete soli nell’affrontarle - assicura mons. Tomasi -, ci saranno al vostro fianco le comunità cristiane, come tutte quelle forze del terzo settore, del volontariato e della società civile che costituiscono la ricchezza del nostro tessuto sociale e civile. L’aiuto di tutti saprà alimentare la speranza. Auguro a tutti voi che la forza che viene dal Signore Risorto possa sostenervi ed accompagnarvi» conclude il Vescovo invocando la benedizione del Signore per ciascuno di loro, per le loro famiglie e per le comunità.

Il testo completo della lettera

Gentili sindaci, rappresentanti politici ed amministratori tutti della Diocesi di Treviso, Cari tutti, ho ancora grato nella memoria il ricordo del nostro incontro in Vescovado a Treviso prima del Natale scorso, quando avete avuto la cortesia di accettare il mio invito per uno scambio di auguri, e ancor prima quello della vostra calorosa accoglienza in occasione del mio ingresso nella Diocesi di Treviso come nuovo Vescovo, il 6 ottobre 2019.  Ora, ad appena sei mesi di distanza da quel primo incontro, mi permetto di rubarvi un poco del prezioso tempo che state dedicando - in condizioni di emergenza - alla gestione del bene di tutti, per assicurarvi la mia vicinanza, il mio sostegno, la mia preghiera.

State affrontando con impegno e spirito di servizio il compito faticoso e non facile di organizzare la vita delle nostre comunità, tenendo conto delle esigenze che nascono dalla necessità di comportamenti che impediscano la diffusione del contagio di Covid-19. Le scelte, doverose per tutelare la salute di tutti, pongono le nostre comunità di fronte a problemi sempre nuovi, per molte persone e famiglie anche drammatici. Tra le tante questioni che dovete affrontare vi sono l’assistenza e la cura delle persone più fragili, il sostegno alla vita quotidiana delle famiglie con le sue inevitabili tensioni, le difficoltà economiche a causa del generale rallentamento delle attività produttive e dei servizi, le preoccupazioni di tutti per le prospettive future. Ciascuno di voi e dei vostri collaboratori è chiamato, in modi differenti e a vario titolo, a dare risposte, le risposte del bene possibile alle tante richieste dei cittadini. Vi ringrazio perché in questo non vi risparmiate, e perché onorate con il vostro lavoro la fiducia che i cittadini vi hanno manifestata, eleggendovi quali loro rappresentanti ed amministratori. So di tanta fattiva collaborazione tra voi e i parroci e gli uffici diocesani. Ritengo questo un dono e una risorsa per tutta la collettività. La Diocesi tutta è, per quanto le compete, tesa a favorire, a sostenere e a costruire il bene di tutti e di ciascuno, nella fedeltà alle esigenze del Vangelo.

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In questa situazione nuova è ormai evidente a noi tutti che il bene comune non consiste nella semplice somma dei beni particolari dei vari soggetti sociali, ma che esso è di tutti e di ciascuno, indivisibile, e che solamente insieme è possibile raggiungerlo, accrescerlo e custodirlo, anche in vista del futuro. Prego e preghiamo tutti perché questa fase di emergenza passi presto. Anche dopo la graduale rimozione delle attuali limitazioni saremo però chiamati ad affrontare sfide grandi ed impegnative. Non sarete soli nell'affrontarle, ci saranno al vostro fianco le comunità cristiane, come tutte quelle forze del terzo settore, del volontariato e della società civile che costituiscono la ricchezza del nostro tessuto sociale e civile. L’aiuto di tutti saprà alimentare la speranza. Auguro a tutti voi che la forza che viene dal Signore Risorto possa sostenervi ed accompagnarvi. Che il Signore, per intercessione della Santa Vergine Maria, Madre del buon consiglio e Salute degli infermi, benedica voi, le vostre famiglie, le vostre comunità e il vostro impegno. 

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