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Venerdì, 23 Febbraio 2024
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Loria: al via la bonifica di un sito inquinato

Nella frazione di Ramon saranno asportati 2.500 metri cubi di rifiuti e oltre 4.600 di terra sottostante, contaminata dal materiale abbandonato. Un intervento di ripristino ambientale e salvaguardia del suolo che ha ricevuto un finanziamento regionale di oltre 2,4 milioni di euro

Dopo anni di abbandono, il 31 marzo scorso sono iniziati ufficialmente i lavori di bonifica e ripristino ambientale di un’area abbandonata di 3.800 metri quadrati a Ramon di Loria. Qui nel corso degli anni si sono accumulati oltre 2.500 metri cubi di rifiuti: metalli e materiali ferrosi, imballaggi in plastica, tubi, inerti, copertoni, ma anche pezzi di auto e motori, oggetti elettronici, pannelli fotovoltaici, barili di olio. Ci sono perfino due furgoni abbandonati e un escavatore dotato di ragno. Un enorme cumulo di rifiuti alto quasi 4 metri e il resto sparso a terra oppure gettato dentro vecchi cassoni o sacchi. Una situazione di grande incuria e degrado che causa anche la contaminazione del suolo circostante: le analisi svolte, infatti, rilevano la presenza di metalli pesanti e idrocarburi oltre la soglia consentita. È prioritario e indispensabile rimuovere i rifiuti che contaminano il terreno sottostante e bonificare l’intera area e questo è un ampio intervento che ha ricevuto il finanziamento regionale nell’ambito del piano di bonifica dei siti inquinati di oltre 2,4 milioni di euro.

 Si tratta di un progetto che, oltre a ripristinare l’area, mira a salvaguardare il suolo e la falda sottostante: un aspetto fondamentale visto che il terreno adiacente è a vocazione agricola e ci sono abitazioni private a meno di 100 metri dal sito inquinato. «Un giorno storico – dichiara il Sindaco di Loria Simone Baggio – per tante famiglie vicine al sito contaminato che hanno sofferto per anni tale degrado e per tutta la nostra comunità, che ora vede garantita la salvaguardia dell’Ambiente in cui vive.  Grandissima la soddisfazione di tutta l’Amministrazione comunale per il risultato, frutto di un egregio lavoro di squadra di più elementi: gli operatori del nostro ufficio ambiente, il Bacino Priula, Contarina, i Carabinieri della stazione di Riese Pio X, i tecnici e il legale incaricati dal Comune. Un ringraziamento particolare alla Regione del Veneto e all’Assessore all’Ambiente Giampaolo Bottacin, perché senza le risorse da loro stanziate non saremmo stati in grado come Comune di poter chiudere tale operazione».


«Ringrazio il Sindaco Baggio – dichiara l’Assessore della Regione Veneto Giampaolo Bottacin – per questo momento che ci offre la possibilità di spiegare ai cittadini come vengono spesi i soldi pubblici: oggi, quello nel campo della tutela ambientale è diventato un impegno costante in un ambito difficile, che vede le Forze dell’Ordine e la Magistratura spesso impegnate nell’individuazione dei responsabili dei reati ambientali. Quando tuttavia non è possibile individuare un responsabile, il problema passa in capo alle Amministrazioni Comunali che spesso sono in difficoltà. Si pensi che in questo caso, la Regione ha messo in campo 2.431.000 euro e questo non è neppure l’intervento più importante previsto nel nostro territorio. Stiamo cercando di risolvere problemi che abbiamo ereditato e lo stiamo facendo anche grazie ad un tavolo di contrasto agli abbandoni di rifiuto creato con Carabinieri, Università di Padova, Vigili del Fuoco, Arpav e Prefetture: siamo l’unica Regione ad averlo costituito e per questo siamo stati citati dal Comandante Nazionale dei Vigili del Fuoco in Commissione bicamerale Ecoreati come esperienza virtuosa da estendere al resto del territorio nazionale. Va in questo senso anche il nostro bando che offre fondi regionali per la videosorveglianza intesa come strumento per il contrasto all’abbandono e al traffico illecito dei rifiuti. In questo momento, che ci consente di divulgare informazioni su tutte le azioni messe in campo, ringrazio dunque cittadini, Amministratori, Carabinieri, Forze dell’Ordine e Polizia Locale in quanto attraverso la loro opera di controllo e le loro segnalazioni possono spesso essere intercettate situazioni anomale prima che si trasformino in un problema».

Commenta il Presidente del Consiglio di Bacino Priula Giuliano Pavanetto: «Siamo molto contenti di dare avvio a questa bonifica, molto importante per la comunità di Loria e l’intero territorio. Oltre a questo intervento, come Consiglio di Bacino ne stiamo coordinando altri in vari Comuni. Si tratta di ex discariche o siti inquinati – come questo a Ramon – dove in passato sono stati conferiti rifiuti e poi sono rimasti “sospesi”. Grazie all’interesse e all’attenzione delle rispettive Amministrazioni e all’importante contributo della Regione stanno finalmente iniziando i lavori per la bonifica di queste aree con l’obiettivo di restituirle alla comunità». «Finalmente poniamo rimedio a un pesante problema ambientale causato da anni di incuria e abbandono con grave danno per l’ambiente e la comunità. Casi come questo ci ricordano con forza che l’ambiente è di tutti e dobbiamo tutelarlo e preservarlo al massimo delle nostre capacità, per chi verrà dopo di noi. Contarina è impegnata in prima linea su questo fronte: non dobbiamo lasciare terre inquinate ai nostri figli» ha concluso Sergio Baldin, Presidente di Contarina spa.

L’area era la sede dell’azienda Raccolta Veneta srl che si occupava di recupero di rifiuti speciali. L’attività, iniziata negli anni Ottanta, è proseguita fino al fallimento avvenuto nel 2016. La zona, completamente abbandonata e di libero accesso a chiunque, nel corso degli anni è diventata oggetto di frequenti episodi di abbandono illecito di rifiuti, tanto da portare l’Amministrazione Comunale di Loria a chiuderla per impedire l’ingresso a chiunque. Inzialmente si prevede l’asporto di tutti i rifiuti, che sono la sorgente di contaminazione dell’area; poi si eseguirà la rimozione dei terreni contaminati, con il ripristino finale del sito. Poi l'intervento si svilupperà in due fasi: nella prima l’area verrà interamente ripulita. Tutti i rifiuti verranno divisi per tipologia, rimossi e avviati a riciclo o smaltimento. Poi le acque stagnanti contaminate saranno aspirate e portate presso specifici impianti. Successivamente  verrà bonificato il suolo mediante diverse attività: rimozione e smaltimento della pavimentazione in calcestruzzo; rimozione di serbatoi e vasche interrate (caditorie, pozzetti, ecc.); scavo di suolo fino ad un massimo di 3 metri di profondità. Il terreno contaminato, con un volume di circa 4.600 mc, sarà deposto in aree di stoccaggio all’interno del sito, e durante i lavori saranno fatti prelievi e analisi per valutare il suo corretto smaltimento o recupero. Lo scavo sarà poi riempito con nuovo materiale e l’area sarà così ripristinata.
 

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