Addio a Luciano, la persona con sindrome di down più anziana in Italia

Luciano Maronese ha perso la vita a 72 anni. Originario di Quinto di Treviso era il più anziano di quattro fratelli. Dopo un'infanzia difficile ha vissuto con gioia il suo riscatto

Luciano Maronese (Immagine tratta da Facebook)

«Con profonda tristezza apprendiamo che è venuto a mancare il caro Luciano Maronese. Siamo vicini nel dolore ai fratelli Giuseppe e Claudio e a tutti i familiari. Ricorderemo sempre i suoi sorrisi e la sua partecipazione attiva ed entusiasta alle attività dell'associazione volontari "La Realtà"». Questo è solo uno tra le decine di messaggi pubblicati in queste ore dopo la scomparsa di Luciano Maronese, l'uomo con sindrome di down più anziano d'Italia mancato all'età di 72 anni. 

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Originario di Quinto di Treviso, primogenito di quattro figli, Luciano è cresciuto in famiglia durante gli anni del dopoguerra. Nascosto alla società del tempo, Luciano non va a scuola, ma impara ad andare in bicicletta. Dai 6 ai 30 anni trascorre la sua vita in istituto, prima a Thiene e poi alla Divina Provvidenza di Padova. Il fratello Giuseppe racconta di queste esperienze, come di anni estremamente dolorosi, sia per la famiglia di origine, sia per Luciano, che un giorno dopo un soggiorno a casa, aprì la portiera dell’auto in corsa perché non voleva mai più ritornare a Padova. «Si trattava di luoghi di segregazione con un’utenza di centinaia di ospiti, che dormivano in camerate di 20-30 posti letto. Nostra madre lo vedeva una volta al mese, per un’ora, e spesso soffriva prima e dopo l’incontro- racconta Giuseppe». Ma una strana coincidenza della vita, fa sì che Luciano si ammali di una grave malattia all’intestino che però paradossalmente, lo salva. Dimesso dall’istituto di Padova, per essere ricoverato all’ospedale di Treviso, passa alcuni mesi in coma. Persa ogni speranza, prima delle feste natalizie, invece si sveglia. Luciano può tornare di nuovo a casa. Vive con il padre vedovo, aiutato dalla sorella Franca che diventerà per molti anni, il punto di riferimento di Luciano. In questa nuova fase, impara a preoccuparsi per i vestiti che vuole scegliere di persona ogni mattina, impara ad amare l’ordine, impara la passione per i profumi e per le belle donne. Viene stimolato a partecipare a incontri socializzanti e ai soggiorni estivi organizzati dalla Associazione La Realtà che si occupa del tempo libero delle persone con disabilità, di cui sono promotori i fratelli. Dal 2007 viveva nella Comunità Spigariol Minatel di Breda, diventata per lui una seconda casa. Il fratello Giuseppe riconosce che in questi 11 anni è stato proprio il lavoro fatto sulle autonomie e sulla valorizzazione delle abilità, a favorire il benessere di Luciano. Lui ha infatti instaurato nuove relazioni affettive significative, mantenendo un legame positivo con la famiglia di origine. Con la comunità ha potuto partecipare a numerosi viaggi all’estero e in Italia e prodotto molti quadri con la tecnica dei colori a tempera. 72 anni vissuti sempre con il sorriso lasciando un ricordo indelebile nelle tante persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. I funerali saranno celebrati martedì pomeriggio, 22 settembre, nella chiesa di Quinto di Treviso.

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