Il maltempo rovina cerimonia e sfilamento del 5° Raduno nazionale AssoArma

Buscemi, presidente nazionale AssoArma: «Abbiamo sperato fino all’ultimo, comunque il grande entusiasmo respirato a Vittorio Veneto conferma una manifestazione di successo di cui possiamo essere orgogliosi». Presente il principe Emanuele Filiberto di Savoia e Paolo Thaon di Revel Vandini

Una decisione sofferta, ma a tutela della sicurezza dei presenti. Il comitato organizzatore del 5° Raduno nazionale AssoArma, consultato il sindaco di Vittorio Veneto e la Questura, alle 9.40 di sabato ha annunciato al megafono in piazza del Popolo l’annullamento della cerimonia e dello sfilamento che avrebbero dovuto concludere il raduno, apertosi giovedì. Il cielo grigio e carico di pioggia pareva non promettere nulla di buono e questo alla luce anche dell’allerta meteo diramato dalla protezione civile regionale. Molti radunisti avevano comunque già raggiunto Vittorio Veneto di prima mattina, fiduciosi che il meteo potesse essere dalla parte del raduno.

«È con grande tristezza che dobbiamo annullare la cerimonia – ha spiegato il generale Giampaolo Saltini, presidente del Comitato organizzatore del raduno, mentre imperversava su Vittorio Veneto un forte temporale che pareva non dare cenni di tregua - Le condizioni meteo sono proibitive e mettono a rischio lo svolgimento in sicurezza degli eventi e la sicurezza delle persone qui presenti. Una decisione che ho condiviso con il sindaco di Vittorio Veneto e con la questura». «La pioggia – ha aggiunto il generale Mario Buscemi, presidente nazionale AssoArma – non ci ha permesso di concludere questa manifestazione di alta qualità, con eventi come il concerto di venerdì sera nel duomo di Serravalle che ha saputo trasmettere delle emozioni uniche. Abbiamo sperato fino all’ultimo; comunque il grande entusiasmo respirato stamane qui a Vittorio Veneto conferma una manifestazione di successo di cui possiamo essere orgogliosi». «Valutato insieme la situazione meteo – ha spiegato il sindaco di Vittorio Veneto, Roberto Tonon - si è preferito per la sicurezza di tutti annullare la cerimonia di stamane. Dopo cinque raduni andati bene, pazienza».

Nel frattempo, mentre imperversava il temporale, la tribuna di piazza del Popolo aveva comunque accolto numerose autorità civili, militari e religiose. All’annuncio dell’annullamento, alcuni hanno iniziato a lasciare il centro città. Ma pochi minuti dopo, intorno alle 10, la pioggia si è interrotta, pur rimanendo il cielo minaccioso e coperto. Il principe Emanuele Filiberto di Savoia, accompagnato da Paolo Thaon di Revel Vandini, e dalle guardie d’onore alle reali tombe del Pantheon (realtà che fa parte di AssoArma) ha fatto ritorno in piazza del Popolo, mentre molti radunisti in modo spontaneo si disponevano lungo il viale della Vittoria per sfilare con i labari e le bandiere. «Ha un grande significato di memoria e di storia, non potevo mancare a Vittorio Veneto – ha detto il principe Emanuele Filiberto di Savoia - Per me è molto importante essere qui con tutto l’arma e AssoArma per rendere omaggio a quelli che hanno combattuto per un’ideale, hanno vinto e oggi è la vittoria delle persone che purtroppo non sono più qua e che hanno lasciato le loro vite e le loro famiglie per un’ideale di patria. Dovevo esserci». Quindi le autorità presenti si sono spostate sull’altra tribuna lungo il viale della Vittoria. E improvvisando, i radunisti hanno iniziato a sfilare.

Ad aprire le guardie d’onore del Pantheon, poi lagunari, aviatori (i Vam dell'A.N.Vam), bersaglieri, finanzieri, carristi, marinai, artiglieri, fanti, alpini, carabinieri in divise d’epoca e molti altri ancora. Uno sfilamento spontaneo, accolto dagli applausi dei presenti, gente arrivata da fuori e molti i vittoriesi che, incuranti del meteo, hanno deciso comunque di esserci. Tra loro anche la vittoriese Francesca Meneghin, staffetta partigiana, che ha detto: «Questi eventi riescono ancora a commuovermi, ci sono ricorrenze che i giovani non devono dimenticare». Poi la fanfara dei bersaglieri ha portato con la sua musica un po’ di gioia in questa giornata uggiosa. «La gente si è sentita comunque di sfilare nel vuoto di pioggia per esprimere la gioia di essere qui» ha commentato in chiusura l’ammiraglio Roberto Domini del Comitato organizzatore. Quindi piazza del Popolo si è riempita e alle 11.10, sulle note dell’Inno d’Italia intonato dai presenti, il solenne ammainabandiera.

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