Maltempo: Coldiretti chiede lo stato di calamità per l'agricoltura

"Prima la sicurezza e poi il calcolo dei danni" afferma il presidente Giorgio Polegato commentando l'impressionante ondata di maltempo che ha colpito il Veneto in questi giorni

Foto tratta dalla pagina Facebook "Il Piave"

«Ora la stima dei danni è prematura, ci interessa di più monitorare l’emergenza e far sì che non si verifichino situazioni di pericolo per la vita umana e animale nelle nostre aziende. Certamente va tenuto conto dell’eccezionalità di questo maltempo che rischia di mettere in ginocchio uno dei sistemi più virtuosi del made in Italy qual è l’agricoltura trevigiana». Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti, chiede lo stato di calamità per l’agricoltura trevigiana messa allo stremo dall’eccezionale ondata di maltempo. «Si parlerà di svariati milioni per rimettere a norma le strutture, gli impianti delle aziende, le serre, le coltivazioni e quanto colpito dalle intense precipitazioni e dal pericoloso vento che hanno interessato le nostre campagne – sottolinea Antonio Maria Ciri, direttore di Coldiretti Treviso».

MALTEMPO: ALBERI KILLER, 564 MLN DI MQ SENZA CURE

ll verde urbano pubblico in Italia è aumentato del 3,7% in un quinquennio ed ha raggiunto nei capoluoghi di provincia oltre 564 milioni di metri quadrati che corrispondono ad una disponibilità media di 31,1 metri quadri per abitante. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat in occasione della forte ondata di maltempo che ha provocato vittime anche a causa della caduta di rami e alberi killer favorita dalla ridotta e improvvisata manutenzione.  «Il verde pubblico è giustamente – sottolinea la Coldiretti – uno dei parametri che vengono utilizzati per valutare la vivibilità di un territorio e l’attenzione di una amministrazione per il benessere dei propri abitanti, ma questa valutazione non può essere disgiunta – sostiene la Coldiretti – dalla verifica delle risorse economiche e delle professionalità che vengono investite per la manutenzione e la corretta gestione di queste aree. Troppo spesso – precisa la Coldiretti – vengono realizzate aree a verde senza una adeguata scelta delle essenze più adatte a quel clima o a quel terreno o a quella posizione, di dimensioni inadeguate o sesti di impianto e distanze dal pronto effetto ma problematiche per la manutenzione».

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