Manifestazione annullata: i negozianti scendono in piazza lo stesso

Lunedì mattina a Vittorio Veneto centinaia di esercenti hanno manifestato in Piazza del Popolo guidati dalla portavoce Giulia Brait. Le richieste presentate al sindaco Miatto

La manifestazione di Vittorio Veneto (Foto pubblicata da Gianantonio Da Re via Facebok)

Ha raccolto centinaia di partecipanti la manifestazione di protesta organizzata dal gruppo "Negozianti di Vittorio Veneto" che, nonostante un iniziale annullamento della manifestazione hanno deciso di scendere lo stesso in piazza del popolo per presentare le loro richieste al sindaco del paese, Antonio Miatto.

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A guidare i negozianti vittoriesi c'era la portavoce Giulia Brait, parrucchiera che ha sostenuto le richieste della sua categoria e di tutti gli altri esercenti scesi in piazza, consegnando al primo cittadino le richieste per la Fase 2. Gestione dei parcheggi a pagamento, diminuzione delle tasse e maggiori dispositivi di protezione individuale per tutelare i negozianti sono tra le principali richieste che hanno portato gli esercenti vittoriesi a scendere in piazza. Oltre 120 partite Iva si sono date appuntamento in piazza del Popolo, rispettando l'obbligo di mascherine e distanziamento sociale. Sul posto sono intervenuti Polizia locale, carabinieri e Digos ma non c'è stato alcun bisogno del loro intervento. Dopo pochi minuti la protesta silenziosa dei negozianti è terminata nel pieno rispetto delle norme in vigore. L'idea della mobilitazione era nata a fine aprile su Facebook dov'era stato creato il gruppo "Negozianti di Vittorio Veneto in piazza" che è riuscito a portare le istanze degli esercenti al sindaco Miatto coordinato proprio dalla portavoce Giulia Brait. L'iniziativa ha ricevuto il plauso di numerosi esponenti della politica tra cui il trevigiano Gianantonio Da Re che ha commentato l'iniziativa sui social con queste parole: «Il silenzio dei negozianti vittoriesi è il silenzio della disperazione. Oggi sono scesi in piazza a Vittorio Veneto per dar voce a tutti i lavoratori, dipendenti, baristi, parrucchieri, commercianti vergognosamente dimenticati dal governo Conte. Questi veneti chiedono solo di poter tornare ad aprire le proprie attività».

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