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Manuel Bortuzzo: «Se incontrassi chi mi ha sparato riderei»

Il nuotatore trevigiano rimasto in sedia rotelle ha incontrato i giornalisti per raccontare la sua drammatica esperienza. Tanto ottimismo e una gran voglia di ricominciare

Le sue giornate sono scandite al mattino da terapie e riabilitazione, poi dopo pranzo arriva il momento più bello nella sua amata piscina. Presto potrà tornare a guidare, dopo aver passato un test con il simulatore. E se tutto andrà bene, a metà aprile potrà lasciare la Fondazione Santa Lucia. Ma non è detto che il suo futuro sia a Treviso, dove vive la sua famiglia.

«Roma mi ha tolto tanto ma forse è più quello che mi ha dato. Vorrei comprare casa qui, quanto accaduto non mi ha fatto cambiare idea. E' inutile maledire quel momento - dice - perché io quella notte stavo benissimo. Il sorriso c'era prima e c'è adesso. Penso positivo, siamo sulla strada giusta. Dove mi vedo tra dieci anni? Forse in tv, per un motivo o per un altro, ma spero di nuovo in piedi. Il mio obiettivo era partecipare alle Olimpiadi e non è cambiato. Nella mia testa c'è sempre la speranza. Non ho pensato alle Paralimpiadi, voglio prima vedere dove posso arrivare. Se dovessi raccontare a un mio amico cosa mi è successo partirei da quella sera, ma mi soffermerei di più su come ho reagito e cosa sto facendo per recuperare: sarebbe una bella storia da raccontare».

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