Stop a pesticidi e nuovi vigneti: marcia di protesta da Cison a Follina

Domenica 19 maggio alle ore 10 partirà il corteo di protesta per dire basta all'utilizzo di pesticidi nelle colline trevigiane e alla creazione di nuovi vigneti di Prosecco

In foto: la marcia dello scorso anno (immagine d'archivio)

«Quanto dovrà attendere questo territorio prima di essere davvero ascoltato da Zaia? L’espansione incontrollata del Prosecco, agevolata da Zaia a suon di milioni, è un danno per tutti: per i cittadini,  costretti a convivere con una coltura impattante che fa abbondante uso di pesticidi, per l’ambiente, ma anche per i produttori perché il mercato è ormai saturo. La mobilitazione di domenica prossima è l’ennesimo segnale inviato alla Regione, vedremo se il governatore ancora una volta farà orecchie da mercante».

È quanto afferma Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, annunciando la propria presenza alla Marcia stop pesticidi da Cison di Valmarino (raduno alle ore 10 alla rotatoria Est) a Follina (la manifestazione arriverà alle 12.30 nel Parco dell’Abbazia). Tre le richieste: bloccare l’espansione dei vigneti, riconversione biologica di quelli esistenti (40mila ettari soltanto nella provincia di Treviso) e protezione delle aree sensibili. «La Regione, e in primis Zaia hanno grosse responsabilità per la ‘bolla’, visto che hanno voluto e finanziato il Prosecco in ogni dove con una politica folle. Adesso il prezzo delle bottiglie è in picchiata, in alcuni casi addirittura a meno di due euro sugli scaffali della grande distribuzione, come testimoniato dall’allarme degli stessi Consorzi: con margini di guadagno sempre più bassi come si può pensare di incentivare ulteriormente i vigneti di glera? Il mercato è saturo, già nel 2018 in molti hanno distrutto l’uva a causa della sovrapproduzione, con uno spreco alimentare inaccettabile oltre alle decine di sversamenti illegali di reflui nei corsi d’acqua» sottolinea Zanoni, che sul tema ha presentato una mozione specifica, che verrà discussa dal Consiglio.

«Nel corso della legislatura - aggiunge il vicepresidente della commissione Ambiente - ho più volte chiesto chiarimenti alla Giunta su questo sviluppo incontrollato, arrivando a depositare ben 13 interrogazioni e una mozione. Il settore vitivinicolo del Veneto dal 2007 a oggi, tramite vari Piani europei e locali, ha ricevuto 103 milioni di euro, ma sul biologico si è investito poco. Ricordo che nel 2017 in Veneto secondo i dati Istat sono state vendute 20.426 tonnellate di pesticidi, con un record di 4.898 nella sola provincia di Treviso. La monocoltura del Prosecco è andata avanti senza freni, con alcuni casi al limite dell’incredibile: a Vidor c’è stato il taglio dei filari di cipressi dedicati ai caduti della Prima guerra mondiale, oltre alla richiesta di piantare vitigni di glera nell’area della necropoli romana, mentre a Follina è previsto un impianto da 175.000 metri quadri in un’area esondabile. Senza considerare i filari nei pressi di asili, come a San Giacomo di Veglia, case e impianti sportivi. A fronte delle preoccupazioni dei residenti, Zaia ha fatto appello alla ‘responsabilità’ dei produttori, abdicando ancora una volta al ruolo di regia della Regione: servono regole certe e una normativa comune valida in tutto il Veneto, le amministrazioni locali non possono combattere questa battaglia in solitudine».

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