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Mareno Ali Group: adesione totale allo sciopero di venerdì 13 dicembre

I dipendenti protestano contro un atteggiamento aziendale definito “poco chiaro e trasparente”. Sindacati entusiasti per l'alta adesione allo sciopero da parte dei lavoratori

Adesione totale oggi alla seconda giornata di sciopero di due ore a fine turno proclamato dalle Rsu e dalle Organizzazioni sindacali Fim Cisl e Fiom Cgil alla Mareno Ali Group di Mareno di Piave, uno dei principali leader globali nel mercato dell’ospitalità e della ristorazione professionale. Dopo il successo della mobilitazione di mercoledì 11 dicembre, con oltre il 90% dei 200 lavoratori che si sono astenuti dal lavoro, anche nella giornata odierna, venerdì 13, l’adesione è stata altissima. I dipendenti protestano contro un atteggiamento aziendale definito «poco chiaro e trasparente».

«Non c’è chiarezza - spiegano Alessio Lovisotto della Fim Cisl e Claudia Gava della Fiom - su obiettivi, strategie aziendali e organizzazione del lavoro nell’ambito della produzione tecnica. Inoltre va evidenziato che vi è una scarsa chiarezza nei rapporti con le imprese consociate: la Mareno ha da poco investito 6 milioni di euro in una nuova officina per la produzione di semilavorati destinati anche ad altri marchi del gruppo, ma recentemente ci è stato comunicato che d’ora in poi questi marchi produrranno in proprio questi pezzi. C’è una incoerenza di fondo nelle strategie aziendali. L’alta percentuale di adesione allo sciopero - proseguono Lovisotto e Gava - conferma la difficoltà che stanno vivendo i lavoratori nell’interpretare i messaggi lanciati dall’azienda. I dipendenti hanno sempre dimostrato la massima disponibilità nei confronti della direzione aziendale, ma oggi vengono accusati di non voler impegnarsi, e questo non è accettabile. In particolare, restando piena tale disponibilità, il calendario ferie ricevuto tardivamente a ridosso del Natale non ha consentito ai lavoratori di programmare serenamente il periodo festivo con le proprie famiglie ed è il segnale evidente di una carenza organizzativa, oltre che di relazioni industriali - precisano i sindacalisti - A ciò va aggiunto che recentemente non sono stati rinnovati 9 contratti a termine, altra decisione fonte di profonda preoccupazione. Non escludiamo ulteriori iniziative sindacali per la prossima settimana».

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