Vertenza Sirti, 2 ore di sciopero dei lavoratori a Mareno di Piave

I sindacati hanno unitariamente richiesto, con urgenza, un incontro al Mise, al fine di rappresentare lo stato di stallo della vertenza e le difficoltà vissute dai lavoratori, già toccati da un anno di contratto di solidarietà

Un recente presidio dei lavoratori

A seguito dello stop della trattativa a livello nazionale tra i Sindacati dei metalmeccanici e l’azienda, anche il sito di Mareno di Piave della Sirti è stato coinvolto oggi dalla mobilitazione dei lavoratori che hanno incrociato le braccia per due ore di sciopero. Il blocco alla trattativa è la risposta alla proposta aziendale, ritenuta inaccettabile dalle Organizzazioni Sindacali, che prevede il restringimento della platea interessata dal Contratto di solidarietà, l'aumento delle percentuali di solidarietà, fino a un picco massimo individuale del 50%, la deroga alla parte dell'integrativo riguardante il pasto meridiano, che l'azienda vorrebbe portare da 13,50 euro a 8 euro, l'abbassamento dell'incentivo per i lavoratori che raggiungerebbero i requisiti pensionistici attraverso la Naspi.

«Sono forti le preoccupazioni rispetto agli scenari globali di Sirti Spa, dove da una parte si chiedono ulteriori sacrifici alle lavoratrici e ai lavoratori e, dall'altra, si partecipa a tavoli di trattative su interessamenti e acquisizioni di altri pezzi di società operanti nel mercato delle installazioni, nonché all'assunzione di nuovo personale -spiega Claudia Gava della FIOM CGIL trevigiana- Inoltre, registriamo continue voci di un interessamento di altre società alla vendita di BU Transportation, della Sirti Spa che aggraverebbe ulteriormente lo scenario occupazionale».

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I sindacati ribadiscono che il piano sociale iniziato nel 2019 fissava dei punti imprescindibili: l'estensione massima della platea dei lavoratori da coinvolgere, per non avere il picco di 50% di solidarietà su ciascun lavoratore, l’abbassamento della platea interessata dall'esubero, nessuna deroga a quell’integrativo salariale che i lavoratori hanno conquistato con fatica e siglato solo due anni fa, dopo quindici anni di mancato rinnovo. Per queste ragioni, oltre alla mobilitazione odierna, i Sindacati hanno unitariamente richiesto, con urgenza, un incontro al Mise, al fine di rappresentare lo stato di stallo della vertenza e le difficoltà vissute dai lavoratori, già toccati da un anno di contratto di solidarietà e che ora vedono, rispetto alle irricevibili proposte avanzate dall’azienda, un peggioramento della loro condizione salariale.

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