rotate-mobile
Attualità Paese

Nove anni dalla scomparsa di Marianna Cendron, un mistero ancora irrisolto

Prossimamente l'avvocato della famiglia Cendron potrà prendere visione dei dieci cd contenenti ore di intercettazioni telefoniche mai inserite nel fascicolo d'inchiesta

Intercettazioni telefoniche, quasi certamente fra Renzo Curtolo (il vicino di casa da cui la ragazza si era anche trasferita per un periodo) e il fidanzato Michele. Questo il materiale che l'avvocato della famiglia di Marianna Cendron, la 18enne scomparsa a Paese il 27 febbraio del 2013, potrebbe presto visionare dopo che questi 10 cd con ore di intercettazioni non sono mai stati inseriti nel fascicolo d'inchiesta originariamente aperto con l'ipotesi di reato di sequestro di persona e poi archiviato il 12 settembre del 2018 dal gip Bruno Casciarri del Tribunale di Treviso. 

Gli investigatori hanno avuto sempre pochi dubbi circa la sorte di Marianna Cendron: il suo, per le circostanze in cui è avvenuto, sarebbe stato un allontanamento volontario: sarebbe fuggita in Bulgaria (suo Paese d'origine), in Francia (come da lei prospettato secondo alcuni testimoni) o Spagna (tesi poi perentoriamente smentita dai famigliari). Sparita nel nulla la ragazza, la sua bici (che utilizzava per spostarsi dal golf club al parcheggio dell'Iper di Castelfranco, da cui prendeva solitamente la corriera per tornare a casa) e i due cellulari che possedeva (il cui segnale è stato rilevato per l'ultima volta proprio dalle celle del supermercato castellano). 

"Siamo stati autorizzati ad andarci ad ascoltare queste intercettazioni - spiega l'avvocato Stefano Tigani - E' imbarazzante che non siano mai state considerate, semplicemente non esistono neppure nei brogliacci. L'ipotesi dell'allontanamento volontario è stata sempre contestata da noi: ora vogliamo approfondire di nuovo la vicenda". "Lui e il fidanzato di allora, Michele, non sono mai stati messi di fronte alle contraddizioni che sono emerse nel corso degli interrogatori" - continua - Siamo molto curiosi e comunque sia andata dobbiamo fare il possibile per arrivare alla verità". Oggi la famiglia di Marianna, i genitori adottivi Pierfrancesco ed Emilia ed il figlio Giorgio ricorderanno Mary nel corso di un evento, organizzato in collaborazione con l'associazione "Penelope", che si terrà ad Este, presso l'ex pescheria vecchia (alle 16.30). Quando le restrizioni per il Covid saranno definitivamente allentate è in cantiere un convegno dedicato alle persone scomparse e al caso di Marianna, da svolgersi probabilmente a Treviso e non a Paese, la cui amministrazione comunale avrebbe mostrato totale indifferenza al caso della ragazza.

"Spero sia da qualche parte e che stia bene e non in mano a qualche matto - afferma Pierfrancesco Cendron - Noi cerchiamo di andare avanti ma anche dopo nove anni non molliamo. Per quanto invece rigaurda Renzo, non lo cerchiamo di certo, ogni tanto lo vediamo ma è meglio evitare. Anche l'ex fidanzato Michele è sparito: sono cinque anni che non lo vediamo o sentiamo". "Mi è capitato di sognare Mary, anche ultimamente - racconta Emilia - La vedo sorridente ma è una situazione angosciante, sento come sia trattenuta da qualcuno. Io la sento ancora viva, malgrado gli anni e il fatto che non abbia mai cercato di mettersi in contatto con il fratello. Chissà che con il tempo le cose cambino. Chiaramente metto sull'altro piatto della bilancia il fatto che qualcuno possa averle fatto del male e anche se così fosse vogliamo andare avanti e arrivare alla verità". 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Nove anni dalla scomparsa di Marianna Cendron, un mistero ancora irrisolto

TrevisoToday è in caricamento