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Maxi polo: «Il sindaco di Casale nega il consiglio comunale aperto»

Il coordinamento "No Maxi Polo" accusa Stefania Golisciani di aver respinto la richiesta delle minoranze consiliari e di 160 cittadini (firmatari di una petizione) di discutere il progetto previsto da tempo sulla Jesolana

«Il sindaco Stefania Golisciani ha respinto la richiesta delle minoranze consiliari (firmatarie di quattro mozioni e un’interpellanza) e di 160 cittadini (firmatari di una petizione) di indire un consiglio comunale aperto per discutere il progetto del maxi polo logistico previsto da tempo sulla provinciale Jesolana, al confine tra Casale sul Sile e Quarto d’Altino».

A renderlo noto, martedì 24 gennaio, è stato il coordinamento "No Maxi Polo Casale sul Sile - Quarto d’Altino - Roncade". Il Consiglio comunale avrà dunque luogo giovedì 26 gennaio, alle ore 19, presso l'Auditorium cittadino ma sarà negata la parola proprio a quanti potranno subire le conseguenze più pesanti di un progetto che prevede la distruzione di 500mila metri quadrati di suolo ora coltivato, e l’edificazione di un nuovo agglomerato di magazzini, di cui si ignorano tuttora i futuri destinatari. L’opera si affiancherebbe così alle trenta e più aree produttive, molte delle quali sfitte, disseminate nel comune, con un aumento del traffico veicolare ericadute sull’economia locale, sulla salute pubblica e sulla qualità della vita dei residenti.

«Il sindaco - affermano dal coordinamento "No Maxi Polo" - sostiene di non aver accolto la richiesta in quanto l’articolo dello Statuto che istituisce il consiglio comunale aperto rinvia la regolamentazione di tale istituto a un apposito regolamento non ancora adottato (in base allo Statuto avrebbe dovuto esserlo dall’ottobre 2018), e aggiunge che la richiesta è pervenuta in ritardo. Quanto alla prima motivazione, ci pare una cortina di fumo burocratica artatamente innalzata di fronte a cittadini che chiedono da tempo solo trasparenza e chiarezza sul loro futuro. Quanto alla seconda, di quale ritardo non si capisce, poiché l’articolo 16 dello statuto comunale recita che qualora vengano iscritti all’ordine del giorno argomenti di particolare rilevanza (questione che si conosce solo dopo l’avviso di convocazione del Consiglio Comunale) – e ci pare che questo lo sia – il consiglio comunale può essere convocato in seduta aperta. Il tutto senza alcuna precisazione sui tempi necessari. Ricordiamo anche che le ultime elezioni comunali del giugno scorso sono state certamente vinte dalla lista “Casale futura” dell’attuale primo cittadino (2658 voti): ma che altri tremila voti complessivi hanno ottenuto le due liste di minoranza di Lorenzo Biotti e di Graziano Sartorato: ambedue dichiaratamente contrari al progetto fin dall’inizio. A noi pare dunque che con il suo gesto il sindaco abbia tolto la parola a tremila cittadini».

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