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Venerdì, 24 Maggio 2024
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Montebelluna, medaglia d'onore ai familiari del deportato Giuseppe Cosentino

Mercoledì 8 giugno, in municipio, la consegna del riconoscimento alla famiglia del deportato di origini calabresi scomparso nel 1988. Il sindaco Bordin: «La sua storia simile a quella di mio nonno»

Si è svolta mercoledì 8 giugno in municipio a Montebelluna la consegna della Medaglia d’onore ai familiari del signor Giuseppe Cosentino che ha vissuto il dramma della deportazione e il dolore della Seconda Guerra Mondiale. La celebrazione che solitamente si svolge nella sede della Prefettura di Treviso, quest’anno a causa dell’emergenza sanitaria, si è svolta in Comune e ha visto la consegna del riconoscimento alla figlia Giuseppina e ad alcuni familiari del signor Giuseppe.

La biografia

Nato nel 1924 a Petrizzi, in provincia di Catanzaro, Cosentino era chiamato alle armi mentre era iscritto alle scuole magistrali. Destinato a Trieste, il 29 agosto del 1943 era stato arruolato presso la Caserma di Banne nel Reggimento V Genio Telegrafisti di Trieste. Dopo pochi giorni, l’8 settembre 1943 la caserma era stata accerchiata, Giuseppe dopo aver tentato la fuga era stato fermato a Roma e internato nel campo di concentramento Wistritz in Repubblica Ceca, a nord della città di Tepliz (oggi Teplice) dove rimarrà fino all’8 maggio del 1945. Durante la prigionia ha svolto varie mansioni: dalla gestione del carbone (lavoro pensatissimo per lui giovanissimo) al lavoro in un’ex fabbrica di ceramica convertita in armeria, passando per l'impiego nella fattoria di un colonello ceco: esperienza che lo salverà perché, grazie alla solidarietà dei proprietari, spesso gli veniva donato cibo che non fossero le solite patate proposte nel campo di sterminio. Liberato dall’Armata Rossa nel maggio 1945 arriverà a casa in Calabria solo a luglio dopo aver attraversato, con un carretto fornito dai russi, Praga, l’Austria e tutta l’Italia. Irriconoscibile, viene accolto dalla famiglia, riprende e completa gli studi diventando insegnante. Per tutta la vita insegnerà alle scuole elementari del paese, crescendo generazioni di studenti. Sposa Raffaella Celia da cui ha quattro figli: Raffaele, Fernanda, Giuseppina e Vittoria. Muore nel 1988. Maestro decorato con medaglia di bronzo e croce al merito di guerra, mercoledì gli è stato dedicato questo riconoscimento postumo.

Il commento

Il sindaco Adalberto Bordin, presente alla cerimonia assieme all’assessore Maria Bortoletto e al consigliere Daniele Pincin, conclude: «C’è una grande assonanza tra la vita di Giuseppe Cosentino e quella di mio nonno nato nel 1922: entrambi hanno vissuto un’esperienza molto simile durante la Seconda Guerra Mondiale. Per me è stato un momento ricco di emozione, non solo per aver consegnato la medaglia d’onore alla figlia Giuseppina ma perché ha fatto risvegliare ricordi e racconti personali. Ricordare le sofferenze patite da chi, senza colpa, era stato catturato e deportato nei campi di sterminio è doveroso. A loro andrà sempre il riconoscimento personale, da parte dell’amministrazione e di tutta la comunità montebellunese».

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