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Martedì, 18 Gennaio 2022
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Medici di base, in Veneto potranno avere fino a 1800 assistiti

Approvata, martedì 4 gennaio, la nuova delibera regionale per far fronte alla carenza di medici nel territorio regionale: 500 Comuni del Veneto sono senza dottore. «Provvedimento temporaneo fino a fine anno»

La Giunta regionale del Veneto, nella seduta di martedì 4 gennaio, su proposta dell'assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, ha varato alcune "disposizioni temporanee ed eccezionali in materia di assistenza primaria e di continuità assistenziale" per far fronte all’emergenza Covid e all'attuale carenza di medici nel territorio regionale.

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La delibera è stata presentata nel corso del punto stampa del presidente Luca Zaia, nel quale si è fatto il punto sulla situazione legata alla pandemia. Il provvedimento regionale ripercorre le varie situazioni nazionali e locali che hanno portato all’attuale carenza e ricorda che, per cercare di risolvere tali criticità, sono state presentate alcune proposte di integrazione all'accordo collettivo nazionale per la Medicina generale, chiedendo che vengano previste specifiche forme di incentivazione all’accettazione e/o penalizzazioni in caso di mancata accettazione o successiva rinuncia alle zone carenti /vacanti. Il tutto, peraltro, deve trovare una definizione a livello nazionale nell’ottica dell’uniformità e omogeneità tra le regioni.

La situazione legata al Covid è però di vera e propria emergenza, e la Giunta veneta ha preso una serie di decisioni temporanee ed eccezionali, valide non oltre il 31 dicembre 2022, con una previsione di spesa massima di circa 52 milioni di euro. Su base volontaria, e prevista la possibilità dell’aumento da 1.500 a 1.800 assistiti per ogni medico di medicina generale in attività; un’integrazione regionale all’indennità annua per avere il collaboratore di studio pari a due euro per assistito in carico; per quanto riguarda i medici di continuità assistenziale è previsto un aumento del compenso previsto dall'accordo integrativo regionale da 32 a 40 euro lordi l’ora. Da parte regionale, verrà istituito un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per la Medicina generale per formulare ulteriori indirizzi per la soluzione delle problematiche nel contesto della continuità assistenziale.

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