Attualità Sant'Antonino / Piazzale dell'Ospedale

Operatori sanitari non vaccinati: in 61 cambiano idea per evitare la sospensione

Lunedì 9 agosto l'azienda sanitaria ha preso 90 nuovi provvedimenti contro i dipendenti non ancora vaccinati. Prorogati i contratti ai professionisti esterni per garantire il livello essenziale di assistenza

Sono in tutto 61 i medici, infermieri e operatori socio-sanitari che hanno prenotato la vaccinazione anti-Covid nel corso dell'ultima settimana dopo essere finiti nella lista dei lavoratori dell'Ulss 2 da sospendere.

Come riportato da "Il Gazzettino di Treviso", su 186 operatori non ancora vaccinati, ad  oggi 125 sono già stati sospesi dall'azienda sanitaria trevigiana mentre un terzo dei dipendenti ha deciso di vaccinarsi. Lunedì 9 agosto sono stati presi altri 90 nuovi provvedimenti, accompagnati dalla segnalazione ai relativi ordini professionali. Tra gli operatori non ancora vaccinati ci sarebbero: 10 dipendenti dell'Ulss 2: 8 medici, sei della continuità assistenziale e due delle Usca, più altri 2 addetti. Tra i camici bianchi sospesi anche il dottore che nei mesi scorsi aveva corrotto con 100 euro un'impiegata del centro vaccini di Godega per ottenere il Green Pass senza doversi vaccinare. A questi si aggiungono 35 liberi professionisti (21 medici e 14 infermieri) già sospesi la settimana scorsa. È così che si arriva al totale di 125 operatori della sanità No-Vax sollevati dall'incarico della Marca, tra i quali 29 medici. I dipendenti No-Vax resteranno sospesi almeno fino alla fine dell'anno o fino a quando non decideranno di vaccinarsi. Oltre ai propri dipendenti, ieri l'Usl ha segnalato agli Ordini anche 80 operatori che non hanno voluto vaccinarsi. Tra loro ci sono infermieri, farmacisti, fisioterapisti, psicologi e così via. Lavorano in diverse strutture del territorio, a partire dalle case di riposo. Adesso gli stessi Ordini comunicheranno i nominativi ai datori di lavoro. E questi ultimi procederanno formalmente con le sospensioni. Per sicurezza, comunque, l'azienda sanitaria ha già iniziato a prorogare i contratti dei medici esterni fino al 31 dicembre in modo da garantire il livello essenziale di assistenza ai cittadini.

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